Sussultorio, ondulatorio, peristaltico.

Non so come mai, dicono che sia però sintomo di amichevolezza finire a parlare di feci tra amici. Però ecco, non so se preoccuparmi: io e le mie amichette si finisce sempre a parlare di cacca con la stessa frequenza in cui in Sex and the City si parlava di sesso.

Ma vi giuro, altro che i discorsi che finiscono lì. Proprio non so, si termina sempre col parlare di quanto si staziona al bagno e quanto sia scarsamente confortevole doversi confrontare con queste problematiche. E voi uomini che quando ci vedete ci chiedete di non parlare di smalti o scarpe. Boh, sarà che tra simili ci si attira, ma i nostri discorsi terminano sempre lì. Oppure anche quando si parla di altro si termina là, partendo anche non so, dal lavoro e dalla propria malattia cronica intestinale e rispondendo sagaci alla domanda retorica “cosa può fermarti?” dell’interlocutrice un secco “solo la mancanza di carta igienica”.

Capite?

Poi io mi chiedo sempre una cosa di cui non si parla mai e per cui non capisco i popoli nordici: la mancanza di bidet indove poi tu dopo aver avuto il prodotto della peristalsi non proprio consistentemente perfetto e cilindrico, sebbene tu abbia usato diversa carta per nettare, come tu possa procedere ad un’accurata pulizia laddove tu abbia la doccia a disposizione e neppure quella con il saliscendi. Dovremmo spezzare questo tabù e capire, perché spesso io non ho una grande soddisfazione dall’attività pulente. E mi fermo, ché ho tentato di essere aulica.

Alice: “Comunque il Giappone merita un viaggio solo per il bidet incorporato nella tazza del cesso riscaldata.”

Fran “mh, ma è igienico? me lo son sempre chiesto. cioè, non è che si mischiano cose?”

Alice: “una passata e via, due lati, nessun miscuglio”

Fran: “uhm”

Io mi andrei a nascondere a volte.

“Perché stanno tutti zitti?”

Eravamo nella sauna soft, quella da soli 70 gradi e una tizia, in compagnia di una sequela di italiani (toscani, ergo anche corregionali) si chiedeva questo. Forse perché in molti paesi in sauna si sta zitti e si fa la sauna. Ma gli italiani li riconosci per questo: perché entrano così, in mandria e perché urlano e vociano. Sì, vociano anche gli spagnoli, ma molti italiani hanno questo tono di voce così, che avevo anche io tempi addietro, che è abile a chiamare un amico dall’altro capo di una strada a doppia corsia trafficata nell’ora di punta. ‘Na vocina, dici. Ecco. Pensate nel rimbombo delle stanze interne delle terme.

E oltre ad esserci tantissimi francesi (cielo, è impossibile non parlare francese o non inciampare anche in piscina sui francesi quest’anno) (ma che gli hanno aperto più low cost?) ci sono sempre i soliti plotoni di italiani. Che sono quelli che stanno lì a parlare da una parte, a imgombrare e a muoversi in gruppo. Tipo c’era anche questa famiglia toscana oggi, con l’anziano che oltre ad essere quello che aveva il borsello e tutte le donne gli dicevano “dammi 10 euro per i massaggi” e cose era lì con la faccia di quello che pensava “allora si va?” perché sognava di mangiare. E invece tutta la famiglia lo voleva portare a fare i massaggi, e lui no, ché c’è il buco disponibile che è tardi. E loro dicevano tardi di cosa, ma vai, che ti rimettono a nuovo. No, gli diceva, ma ci pensi, alle 14.30, proprio. Dai che adesso usciamo e s’andà a fà un panino. E invece lì, io rimanevo ad osservarli come se mi avessero portato il teatro popolare alle terme. Sì, mi diverto un cifro.

Come spiegare alle genti l'avere ironia o almeno saperla leggere.

Nella Blogfest di un paio di anni fa abbiamo fatto il Photocamp tenuto dallo splendido Gualtiero. Egli, Kimota, ha una grande intelligenza nel fare le foto: fece uno splendido speech sulle “bufale fotografiche” (se volete vederlo occhio: è un’ora e mezza, ma spesa bene) nonché penso sempre che in ogni scatto che pubblica opera sempre dei crop ben scelti.

Poi ci fu il mio speech perché dovevamo portarci fino a pranzo e serviva qualcosa per abbassare il livello e portarlo in cagnara: è la mia specialità, non mi batte nessuno.

In pratica mi comprarono (miracolo: mi arrubbbano tutti i giorni foto sulla internet spacciandole per loro. Non dico tumblr dove si mettono foto di cantanti, lì sono anche più corretti, ma parlo blog dove anche le persone ci hanno un guadagno sopra, anche stranieri. E non solo non c’è il mio nome, quindi, ma è anche “sfruttata”. Ma del resto ci son state persone che copiavano anche i miei post compresi i miei riferimenti personali… Dovrei fare come tanti fotografi musicali che mettono il watermark ovunque tanto da deturpare la foto, ma a me piace condividere più che vedere il mio nome da autore) per 50 dollari di singapore (tipo 23 euri) delle foto di Budapest. Ricordo l’editore di questa rivista anche un po’ disperato dire “non è che mi può andare a fare un photoshoot in questi giorni? Le pago anche il viaggio”. Non trovava nessuno. Porello. Si fece bastare mie foto e di altri trovati via Flickr.

C’è quindi questo video di questo speech che io chiamai “Come farsi pagare le foto senza sapere fotografare” in piena mia indole cazzara. Dove all’interno faccio un numero spropositato di faccine, faccette, facciuzze. Dove mi autoprendo per il culo, prendo le folate di gelido vento Riviano, cerco di far divertire le persone in 10 minuti (alcuni dei quali poi mi dissero “gente con attrezzature maggiori a volte scatta foto peggio”. In due anni di concerti intensivi mi sono accorta che è vero, così come chi ha comunque 11mila euro di obbiettivi dietro è comunque quello che vende la foto, e quello che invece mando io e le fa per passione non vede un euro, purtroppo, pur prendendo attimi e angoli migliori)

Ma alle genti oltre a mancare la comprensione del testo, dell’ipertesto e dell’ironia (basta vedere i commenti di questo che mi ha detto “Ho visto molte foto scattate da questa “signora”… il 90% sono sottoesposte, bianchi bruciati, ombre illeggibili, ci sono inquadrature banalissime, tagli improbabili, creatività e fantasia pari a zero! La fotografia è una nobile arte che richiede studio e disciplina. Il problema non è utilizzare per forza reflex di prima fascia ed obiettivi serie L, certi fotografi usano ancora le polaroid e fanno foto stupende! Le migliori foto sono quelle scattate a priorità di cervello! Studia asina!” -anzitutto perché dovrei studiare fotografia? la professione del Fotografo non fa più campare ma fa sopravvivere, sarebbe come prendere scienze delle comunicazioni e poi lamentarsi di essere disoccupati- basati sul cercare di convincere gente che iddio non esiste e pregni di “gli italiani riescono sempre a scavare e scendere più in basso” che capisci che l’italiano un po’ se lo meritava, Abberlusconi e le sue barzellette)

Ora comunque, non so come dirvelo, vado a Budapest e quindi vi ritroverete altre seicento foto fatte totalmente a cazzo di cui se ne salveranno 15. Ma che quando riguarderò avrò la tenerezza nel cuore perché mi piace un cifro come città. Tiè.

[dai, quasi sono meglio le band indie che si lamentano per le recensioni brutte. Fan più tenerezza]

Il mondo mi vuole far parlare di ricostruzione unghie.

Da circa un mese mi chiedono via facebook se sono quella Francesca Fiorini che vende il gel per la ricostruzione unghie. No, non sono io. Le mie unghie sono naturali e seguono gli eventi del cloro dell’acqua della palestra: lunghe come quelle di Moira, quindi, quando non ci vado, e rosicchiate quando invece mi fo lì una doccia al giorno o vado a nuotare col mio impagabile stile à la pastoretedesco.

Forse ho sbagliato.

Se si è fescionbloggher ti arrivano vestiti. Techbloggher telefonini e consollez, travelbloggherz sconti sui viaggi, foodbloggher robe de magnà e io invece che sono purtroppo una che scrive solo di cazzate ricevo solo chilate di mail di comunicati da segnalare cortesemente (inutili), di iniziative benefiche (almeno quelle son fighe), di ragazzi con dischi autoprodotti sulla mail della radio con la preghiera che me li ascolti tutti e che li recensisca. Sono solo 50 al giorno, in media. Cosa volete che sia.

Al solito sbaglio tutto. Son cose.

Facciamo che 'sti 80 euro me li date tutti in prosciutti, se vi pesa.

Il più grande problema della società non è tanto trovare un lavoro. Ma essere poi regolarmente pagati per quel lavoro. Non parlo di corvées gratuite che ormai suona tanto figo farti fare: parlo di roba che oh, dovrebbero darti perché è lì che ti aspetta ma non ti arriva. Ed è un po’ frustrante fare i 340mila recall per dire “ehi, ciccio, mi paghi?”.

Cioè, ma ti pare? Sembra chiedere l’elemosina.

Poi sembra che questi stitici di portafoglio sono anche coincidenti a quelli che non rispondono alle email. Sembra come se sia una categoria con tutti i pregi. Quindi tu ti ritrovi al dover mandare email per prendere tutti ‘sti soldini spezzettati in giro, al doverci sprecare tempo perché non saprai mai se si vogliono degnare a tirar fuori il dovuto. E aggiunto al resto che ti smeriglia le palle nella tua vita spesso è un po’ la goccia che fa traboccare il vaso. Non so, ci son sistemi migliori nella vita? Incazzarsi anche per avere il proprio lavoro pagato.

Ma noi si è ricchi di spirito. Certo. Fanculo.

Deve essersi sparsa la voce su quanto mi sono sempre incazzata allo stadio.

Oppure eravate tutti clienti dell’albergo a Chianciano e conoscete mio padre, non so.

Credo che a volte quando segua il filo dei miei pensieri non abbia una faccia amichevole. Me ne sono accorta all’Alcatraz, quando uno mi ha detto “Oh, scusa se ti passiamo avanti eh”. Io ho scollegato la mia testa dal concerto e ho risposto “Fai come cazzo ti pare, basta che non mi rompi le palle eh”.

Ho questa faccia un po’ così, che abbiamo noi scazzati. Ma in realtà sono molto pucci.

Invero sono anche un po’ contenta dell’aspetto incazzato, nel caso. C’è questa cosa che nei giorni passati nel mio condominio hanno tentato di buttar giù il cancello, pare. Dico pare perché oh, a me di notte mi hanno svegliato davvero che sembrava avessero buttato un fiat ducato rinforzato addosso al palazzo. Solo che ho pensato: checcazzocontrolloafare, chettantoquandoscendoincasosongiàandati?

Poi la volta che sono scesa a controllare sembrava si stessero accoltellando, quindi non ho aperto neppure la porta.

[un po’ come domenica, che è venuta la polizia e mi ha detto “che ha chiamato lei?” e io mica avevo chiamato. E avevo l’ansia da mp3 di frodo nell’hd, pensa te]

Ma dico, l’amministratore ha scritto a me dicendo dei danni e aggiungendo “Si chiede pertanto, al fine di evitare costi aggiuntivi di gestione, di evitare il ripetersi di eventi di questo tipo.”

Oh, ma che pensa sia stata io?

[…]

Tuo nonno (che almeno, forse…)

Oggi pomeriggio ho sentito una serie di cazzate in televisione circa le pensioni. Le pensioni: una cosa che noi generazionalmente non vedremo mai.

Facevano discorsi del tipo "ok, se uno ha versato poco è anche giusto che prenda poco". Sì, ma porcazzozza, ok, ma con 580 euro al mese chiccazzo ci campa oggi? Poi mi dici che altrove c'è gente che ne prende minimo diecimila e tu ti chiedi: "e lì quanto versavano? e togliere 200 euro lì e metterli di là?". E no.

O ad esempio: tre miei nonni sono abbondantemente morti prima di aver preso diversi anni di pensione. Dai due anni di pensione ai cinque. Calcolando che si sono risparmiati anche le reversibilità e i miei nonni avevano versato tantissimo e non goduto nulla: dove cazzo sono finiti quei soldi? Lì sta il problema: non sappiamo gestire una sega in Italia. Io piuttosto che dare i miei soldi al sistema pensionistico italico me li giocherei alle tre carte in stazione. Solo che già mi puppano di ogni su 15 euro lordi, nel senso che tra inps cazzi e mazzi ne restano otto. Dici: ma vendere arbre magique ai semafori? Eh!

[avrei potuto parlarvi del caro crisantemi il giorno dei Morti, col rialzo di ben 1 euro a pianta, ma non ce ne frega. O meglio, mh, era un ottimo argomento…]

Questa cosa è incredibile.

Oggi ero lì, vestita come un'indiehipster in giro e un ragazzo che tipo avrà 3 anni meno di me mi fa "signora, non è che vuole un controllo gratuito della vista?".

Io mi guardo in giro e poi mi accorgo che ce l'ha con me.

Io gli faccio che no, cioè, non è che ne abbia bisogno. Non è che volevo spiegargli che ora come ora l'occhio per fotografare è il destro ed è sempre stato quello buono quindi il sinistro anche chissenefrega, serve come palpebra da truccare. Però lui insiste. Mi fa sedere e mi fa il controllo lì con quelle macchine dove tu fissi la mongolfiera e la macchina ti dice quanto sei ciecato.

In pratica in due anni che non metto più gli occhiali perché sono pigrissima non è cambiato una mazza. Ci ho sempre questo astigmatismo a sinistra e l'occhio destro pare buono. Nonostante abbia una miodesopsia che sembra che tanti moscerini morti mi galleggino nell'umor vitreo, però son carini: fanno compagnia, non ti senti mai sola.

Poi per rassicurarmi mi ha detto: "sa, signora, la macchina può anche sbagliare".

Mh, quindi?

No, ma è un'idea così che mi è venuta al tumblraduno.

Io ieri ero quella sdraiata ovunque alla Blogfest. Sinceramente avevo sonno e avevo le nausee, quindi non so neppure come ho fatto a trascinarmi fino lì. Però non è che avessi tutto questo entusiasmo. Sapete, un po' come i bulgari di Aldo, Giovanni e Giacomo. Però è così da un mese, quindi ogni tanto mi si alza un interruttore e rido e interagisco

Tipo marionetta ora che ci penso, mh.
No buono.

Detto questo, dopo un caffè sono andata nella roba che mi interessava che era il Tumblr Meetup. Io ho un tumblr, che gestisco tipo la smemo delle superiori, quando uno era adolescente e ci aveva le cotte. Io l'adolescenza la sto vivendo adesso, quindi se guardate le mie smemo sembravano una roba molto basic e invece ora il tumblr è una roba che se la leggesse chiunque dall'esterno penserebbe "oh, una quindicenne".
Del resto, ancora un po' di acne…
Comunque, io un tumblr lo ho anche per la trasmissione radio, un podcast che ha ricevuto più voti di 610 e di un Giorno da Pecora. Una roba che non mi spiego, visto che per la radio mi pago da sola. Tipo adesso sto per darmi un buono benzina per andare a vedere Sondre Lerche a milano, e mi sto ringraziando per il buono benzina da una parte, ma dall'altra dico anche che insommma chi mi da il buono benzina potrebbe anche pagarmi il pedaggio, perdio.

Gentaglia.

Insomma, stavamo lì e non potevamo entrare nella rocca ma il tumblrcoso stava lì fuori sul ponte della rocca. E ci passavamo le spillette e si parlava di tumblr. Addirittura mi sa che uno pensava fosse un raduno tipo decisione del mondo se invadere o meno la Papuasia. Credo ci sia rimasto male ma me ne scuso: io già fatico a mettere contenuti lavorativi senza ogni tanto fare la battutina (oh, ieri al bar ho fatto una battuta a Stark, quello che vince tanti premi con Spinoza, che ecco ci ho detto "ma vuoi che trasmettano il derby che qui vengono a soggiornare tutti austriaci", e il barista si è incazzato, dicendo che no, qui siamo in Italia. Io gli ho detto che non sono così ignorante, eh. E lui mi ha detto che è normale che vengano, perché la baviera, l'austria, ci han tutto vicino circa 300km. E io ci ho detto che se lo diceva a me che con quelli lì ci lavoro. E lui quando ha detto perché vengono qui perché è normale che mica non ci hanno tanti laghi ho iniziato a pensare che stavo parlando con un cretino, e lì Stark mi ha salvato dicendo "oh, adesso non gli sputi dentro i caffè eh") quindi ecco, la serietà, non so, mettiamola solo in corsia.

Ecco, insomma, e si stava lì a cazzeggiare e dire stronzate e lo si faceva da sobri, che è stata la cosa che suonava strana rispetto agli altri meetup [ma diobono, lì al bar interno della blogfest era finito l'aperol e non avevano il campari. Il campari nello spritz lo volevo] è partita un po' la proposta alternativa per un altro filone blogfestivalico dell'anno prossimo che avevamo già ragionato col mio amico Davide (che lui anche ha un tumblr, ma non è proprio bimbominkiko, diciamo che tende alla linea curva spesso)
C'è questo problema che, come molte cose in Italia, i raduni grossi vadano bene sotto i 12 anni e sopra diciamo non so come non offendere nessuno i quaranta e per i professionisti. Per noi amanti dell'esplorazione cazzeggica ci sono molti momenti vuoti di noia e di alcool.

Quindi eravamo lì a parlare un po' così, della malinconoia come direbbe Masini, ed è uscita fuori l'idea che bisognerebbe chiamare nuovi relatori che si sbrigano bene nei social media con talento oltre ad essere professionisti altrove. Oh, io ho proposto Stoya, ma quando ho detto Stoya la conoscevamo in tre, e insomma, non so, secondo me è strano. Non so ora la gioventù moderna cosa faccia eh. Magari non so, è appassionata di amatoriale.

Stoya ci ha un tumblr (assolutamente innocente, cari miei) e un twitter. E' molto attiva sui social (E VAI DI BATTUTE PECORECCE, LO SO CHE IL BAGAGLINO ALBERGA IN VOI AMICI) ed oltre ad essere un corpo è una donna molto intelligente. Uno dice: in questo modo ci ha gli sponsor che si accapigliano che neppure non so, ha la curiosità dei media che farebbero alla poverina 456 domande su Berlusconi, ha realmente 1800 presenze di gente che devi smistare con l'eliminacode della coop, e può riciclare i guri nostrani nel contraddittorio rispetto a come una star di oltreoceano famosa sulla rete e non solo usi la rete, non hai il problema dei tempi morti diciamo.

Ora, l'idea è mia e col cazzo che ve la concedo in creative commons. E non è colpa mia, ma me l'avete fatta rivenire in mente ieri perché col pestellamenta nel welcome pack ecco… sembrava un'altra cosa e io boh, l'ho capito dopo.

[grazie Claudio, sono morta di risate, ieri]