Questo post è una riflessione di una cosa scritta sabato, ma se la pubblicavo sabato non era giornalisticamente figosa.

Dunque, io sabato ero a Reggio Emilia per delle cose di lavoro come spesso accade. Uno che viene come me dal Centro Italia e poi arriva qui in Emilia si aspetta tutti posti con queste radici comuniste. Poi invece vieni quassù e ti accorgi che a Parma va tanto di brutto il centrodestra ma se indecisi votano anche il centrosinistra e poi invece passi a Reggio e vedi delle robe.

Del tipo.
Sabato ero lì in Piazza Prampolini, dove se mi ricordo bene il comune ci ha messo anche una webcam. Ecco, ero lì in piazza e accanto alla statua del Crostolo (ché ritorna la battuta al primo anno di università della mia amica Elena a cui chiesi "cosa c'è a Reggio di bello?" "mah, la statua del Crostolo soltanto, direi") (ciao Elena!) e c'era questo banchetto di un partito. Io in realtà ho notato prima il cane sanbernardo con la fiaschetta lì al collo, poi ho notato che sta tenda era lì per firmare a favore di Fini. E mi sono chiesta: sì, ok, la democrazia, le minoranze, ma allora gli altri dove sono?

Ecco, gli altri erano lì nella via Emilia, del tipo che mi han fermato quelli di Scientology. La prima volta all'andata ho fatto finta di nulla, a me da fastidio anche il testimone di Geova, ma Scientology mi fa un po' tipo gattonerocheattraversa. O tipo Zingari che ti maledicono. Ecco, al ritorno mi volevan dare volantini ma ci ho detto che avevo le mani occupate.

A Reggio Emilia.

Skyn your partner.

Tanto l'abbiamo capito che è l'argomento dell'inizio settimana: da ieri i giornali di tutto il mondo rimbalzano la notizia secondo cui il Papa avrebbe aperto all’uso dei preservativi, cui da sempre la Chiesa si oppone sia come mezzo contraccettivo che protettivo nei confronti delle malattie a trasmissione sessuale, prima di tutte l’HIV. In realtà la cosa sembra parecchio ingarbugliata, sembra si parli di prostituzione e non di cose che riguardano un uso regolare del preservativo in tutti i casi, per questo ora parliamo comunque di skyn your partner.

Akuel Skyn e’ il nuovo e rivoluzionario preservativo in Sensoprene, una formula no latex che regala la piacevole sensazione di non indossare niente.
La tecnologia di AKUEL SKYN rappresenta un enorme balzo in avanti nel mondo dei preservativi assicurando un effetto “seconda pelle” durante il rapporto, simile alla sensazione di non indossare niente.

Quindi niente più paranoie sulla storia di barriere e cose del genere, ché poi magari uno si prende di ogni.
Il Sensoprene è un innovativo materiale, quasi impercettibile, più liscio e flessibile di un comune preservativo in lattice, ma che garantisce la stessa resistenza.
Rispetto al lattice il Sensoprene™ è più confortevole, più semplice da srotolare e indossare e si adatta meglio all’anatomia del corpo. E’ stato testato clinicamente in performance, comfort ed efficacia e la sua formula no-latex minimizza la possibilità di allergie. Ha tutte le carte in regola per diventare l’oggetto cult del sesso sicuro senza rinunciare al piacere e alla sicurezza. Non solo nei rapporti autorizzati dalla Chiesa, ossia quelli di prostituzione maschile, ma anche quelli etero ;)
Esistono preservativi sottili e supersottili, che promettono il recupero di una dimensione piu’ naturale del rapporto. La sottigliezza peroò genera qualche preoccupazione, seppur erronea, sulla resistenza. Non è vero nulla.
Akuel skyn garantisce la sensazione di non indossare niente, questa sensazione e’ da ricercare nello speciale materiale (NON SUPERSOTTILE e NO LATEX) e tecnologia, che permette di recuperare l’effetto SKYN-ON-SKYN, pelle su pelle. Non ci sono piu’ scuse per non usare il condom!!!
E ora video!
 

Guardatevi il videino qui, eh. Se lo trovate carino, visto che c'è una sorta di contest in ballo (vi garba? è esplicativo? è ganzo? vi ha fatto ridere? vi fa cagare?) potete discuterlo qui sulla pagina fan di facebook.

Oppure anche gli insulti come ad ogni mio articolo sponsorizzato va bene eh, ma sono cose a cui credo: in fondo io non sono un medico ciellino. Pensate, i medici ciellini vanno tantissimo all'università. E se sapessero che io avallo cose come queste mi crocifiggerebbero fuori dalla mensa.

Che bello.

Articolo sponsorizzato

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Non scrivo qui ma in pratica sono ovunque. Davvero.

No, è che davvero, ora è un periodo che insomma, anche se uno ha bisognissimo di lavorare perché gli anni precedenti era inabile ed ecco non è che vige il baratto, i sorrisi o stocazzo per pagare le cose uno deve impiegarci del tempo per farle e poi non ha tempo di scrivere qui sopra e riesce solo a postare cazzate su twitter o simili. Però ecco, ci sono ma la fame è fame, e anche perché da nervosa io mangio il triplo quindi è un giro vizioso. Ad esempio mi è arrivata una scatola di Soldini Mulinobianco e l'ho terminata in 24 ore. Non so, avevo bisogno di cioccolato, perché anche sono andata a quella specie di nuovo emporio Coop che hanno aperto all'Eurotorri (ero lì per lavoro) e sbavavo come un cane di Pavlov innanzi ai cuneesi al rum. Però ho detto: no, mi fanno male, non li prendo. Poi mi arriva il Soldino a casa e lo finisco. Cioè. Poi ho senso di colpa e mi ammazzo in palestra.

Giri viziosi.

Come ad esempio, oh, mi ricordo che devo sbobinare l'intervista a Jimmy Gnecco, la casa discografica italica mi scrive disperata, ma in realtà non ho un cazzo di tempo. Ho passato ormai i cd che mi mandano all'ascolto in auto. E mi scrivo le cose lì mentre li ascolto in auto e rispondo alle mail sul cellulare. Una roba che non so.

Ora vi dico delle cose.

Ad esempio, non so se vi ricordate ormai all'inizio di Ottobre la mia vacanzina in Danimarca a Copenhagen. Ecco, ora io non è che perché non chiedo in giro roba a tutti come fanno altri con grosso pelo sullo stomaco io mi schifi di queste cose. D'esempio 'sta roba non era per bloggherz: era un concorso al quale quando mi sono iscritta ci ho detto "salve, io vorrei andarci sia perché non ci ho mai messo piede e le vacanze mi fanno bene, poi dicono anche che io sia abbastanza abile a raccontare facendo anche trapelare le emozioni. Magari non so, serve".
Quindi ecco, mi ci han mandato, se ne è un po' parlato qui sopra e la responsabile, Barbara (ciao Barbara!) mi ha fatto i complimenti per il mio approccio, ma il resoconto vero (ehm, scritto in mezz'ora: lo so, sono pessima) lo trovate sul loro sito. Mi sembra anche uscito bellino.

Poi c'è un'altra roba dove mi han detto che faccio trapelare emosssssioni.

Devo arrivare ancora a scrivere su Radionation delle cose, ma dei National ho scritto su Grazia. Si parla di Berninger e soci ritornanti a Ferrara quest'estate. Correte a prendere il biglietto in caso, perché a me son piaciuti un casino boia cane totale.

It should be me.

Interpol, live at Palasharp Milan
Ciao, questo è un blog personale e quindi scriverò le cose come vengono.
Il concerto degli Interpol di ieri è stato bello. Se non hai termini immediati di paragone (che possono essere non so, Ferrara 2008 o un altro concerto di un'altra band assimilabile) è stato bello. Posso dire che sì, è stato bello.

Ma.
Quando ho inviato le domande agli Interpol (ehi, già, devo pigolare per le risposte, vero) il mio più grande sforzo è stato non chiedere circa come sia uscito questo ultimo album. E la domanda che farei se mi ricapitasse di avere avanti uno di loro sarebbe "perché suonate nei live che dovrebbero promuovere e portare in giro questo disco solo le prime cinque del disco? Vi siete accorti di qualcosa?"
Il fatto è che suonare cinque canzoni (quattro mi pare iersera) [edit: no, col cazzo: anche ieri sera cinque, non so come mai, perché pensavo 4?] del nuovo disco su diciotto suona strano. Poi davvero, è svincolato dalla loro attitude sul palco: sono freddi? Bene, cazzo è quello che mi aspetto da loro! Mica sono per un concerto puccioso, cazzo sono gli Interpol!
Però non so, sarà la scaletta buttata là (ok, mi fai la discografia vecchia e non Obstacle1? Nel mio caso mi han fatto The Lighthouse che adoro e quindi il resoconto non sarà fatto altrove perché ci ho dell'emotività in giuoco), l'acustica non splendida del Palasharp, alcune canzoni suonate con minime imperfezioni e una Barricade che ho trovato live un po' tanto stravolta e che mi ha lasciata male male male mi fanno pensare sul lato dell'emotività che boh, qualcosa tra me e uno dei miei gruppi preferiti ieri sera non ha funzionato. E sono lì che mi spiace come se avessi fatto io una cazzata. Oh, poi mi passa. Poi penso ad alcuni pezzi vecchi che suonati dal vivo dopo anni hanno ancora un tiro della madonna e che mi fanno capire perché li adoro. Però ecco, da quando sono uscita da lì mi ripeto boh. E sta cosa mi è un po' successa quando i Muse fecero uscire Supermassive black hole: non l'accettavo, ci rimasi male. Quindi non so, saranno 14 ore che sto qui a crucciarmi e chiedermi cosa non va, con me. Mi ripeto un po' C'mere e  insomma, mi vien voglia di rivederli per capire perché.

Però il concerto non è stato brutto. Cioè, cazzo, meglio loro che non so, andare a vedere i The Drums, che sì, son graziosi, ma son band da ballodellascuolammerrigana e non ti danno qualcosa in più. Qui c'è roba in più, forse per quello vale la pena rimanerci male e volere il meglio da loro.

Se vi prendo vi picchio, per il vostro bene.

Daje de Buttero.

Ora io ci ho il problema di non guardare tantissima tv quella casalingua (ho davvero scritto così in prima battuta: oddio) oriented. Non ce la faccio, mi scazzo. Piuttosto metto su rainews24 o guardo un telefilm in totale replica, anche perché tanto me li scordo. Ho la capacità di concentrazione di un mollusco sotto aceto.

Ma arriviamo al punto: c'è questa serie che si chiama Terra Ribelle, che uno sente il nome e pensa a quelle pesissime telenovelas brasiliane o argentine, quelle che ti richiamano alla mente Veronica Castro o Grecia Colmenares e le recitazioni à la "buonasera olga, gradite un cordiale?". Invece no! E' una roba tuuuutta italiana, con una regista italiana, un cast (!) internazionale (!!) e si parla della provincia o anche diciamo della zona più sbeffeggiata e smoccolata di italia: la maremma.
Noialtri si è immaginata sempre la maremma, abitandoci anche vicino e vedendo insomma la realtà ogettiva, come terra di pastorizia dove ci sono questi prodi cavalieri che sono un po' i cowboy de noantri, lì in sella a guardare vacche. Quindi non so, al massimo se avessimo dovuto pensare a del sordido potevamo pensare a un Brokeback Mountain made in Grosseto. Invece no, c'è tanta gnocca, un gallo nel pollaio e questi qui ci dan dentro come se fossero ricci in pratica.

E su raiuno!

Ok, va bene che potevan venire in mente le vacche, però…

Ora però mi tocca rivalutare 'sta monnezza di TerraRibelle perché fa incazzare quei flanderini* del Moige.

*sì, son soddisfatta del neologismo.

Mysky: arrivato a casa!

Liquida mi ha messo tra il novero di blogger che stanno dando pareri e testando Sky HD, col nuovo decoder.

Posso dire che l'impatto iniziale con il prodotto è molto buono, quello del rapporto con l'installatore no: non è venuto incontro alle mie esigenze di orari, quando è arrivato mi ha consegnato documenti sull'installazione diversi rispetto alla realtà. Mi ha ripetuto che nel mio contratto non era prevista la sky digital key, che infatti non mi ha consegnato, pur mettendo sul contratto il suo numero di serie di quella che millantava avermi consegnato. L'ho richiamato, è caduto dalle nuvole dicendo che la dovevo avere, mi ha fatto smanettare con il telecomando per vedere se la digital Key non fosse nel decoder (eh?) e mi ha un po' trattato da scema dicendo che in realtà potevo averla persa nello scatolone. Dopo mi ha richiamato e senza mai scusarsi ha detto che non era prevista. Mi sembra tutto un servizio poco professionale e poco all'altezza di un'azienda come Sky.

Risultato: se voglio vedere i canali base Rai o Mediaset non posso vederli con Sky (non sempre) ma debbo spegnere il decoder sky e accendere il Dtt.

Per il resto, se il vostro impianto è predisposto l'installazione è un gioco da ragazzi di neppure 12 minuti. E finalmente ha dato un senso al mio tv hd ready che fino ad adesso aveva mostrato solo qualità video alla cavolo eh.

Oh, certo, beh, così si possono godere meglio i dettagli che Sky ci regala: alta definizione, che rende le immagini molto più nitide e dettagliate, regalando una visione di livello decisamente superiore alla risoluzione standard. Non ci sono minimi paragoni con quello che vorrebbe dare il digitale terrestre.
Una buona offerta canali, ampliata anche di recente coi canali +2, la presenza del tasto R per la registrazione, sia in tempo reale che programmata e la pausa in diretta.
Io sto recuperando il piacere di vedere le partite di calcio e il piacere di avere la musica su TV, che avevo perso da eoni. E sono due cose che mi mancavano parecchio.

La funzionalità My Sky, sia per la registrazione che per lo Sky Selection On Demand è una cosa rivoluzionaria che mi sta facendo piacerissimo.

Io parlo da persona che non ha mai avuto sky, e questa settimana in sua compagnia è qualcosa di molto bello, che mi ha liberato dalla tv generalista e mi da nuovi stimoli. Poi più avanti parlerò di fattori più di vissuto con la tv.