Ice Wine, un dono dal ghiaccio: dal clima siderale, il vino che scalda l’inverno

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Se la Repubblica Ceca deve al sole e a un microclima favorevole i suoi tanti vanti enologici, è il rigido inverno che deve ringraziare per una rarità sempre più apprezzata: l’Ice Wine. Il vino venuto dal freddo… una raffinata prelibatezza, a produzione limitata, pericolosamente legata all’andamento della stagione e quindi raro prodotto di nicchia. Per intenditori.

Ma come nasce il “vino del ghiaccio”? A regolamentarne la produzione è un rigido disciplinare atto a conservarne le peculiarità organolettiche e a contrastare le contraffazioni. L’Ice Wine si ottiene, come tradisce il nome stesso, da grappoli d’uva “dimenticati” sulla vite in inverno e lasciati congelare naturalmente. Il processo è piuttosto laborioso e presuppone specifiche condizioni climatiche e particolari procedure di vinificazione. Occorre innanzitutto pigiare l’uva prima che si scongeli, per questo solitamente si provvede alla vendemmia nelle ore notturne o nelle primissime ore del mattino e si mantiene bassa la temperatura dei locali di vinificazione. Nella fase di pigiatura l’acqua congelata in cristalli di ghiaccio non viene estratta e si ottiene solo poco, preziosissimo succo concentrato, ricco di zuccheri e acidi. E’ proprio l’alta concentrazione di zuccheri a rallentare la fermentazione del mosto, che può richiedere anche alcuni mesi. Il risultato è una poesia di aromi e sapori. “Cugino” dell’Ice Wine è lo Straw Wine, ottenuto invece da grappoli lasciati seccare sulla paglia per 3 lunghi mesi e anche più. Sempre che si resista dallo stappare le piccole, preziose bottiglie, sia Ice Wine che Straw Wine si conservano magnificamente fino a 20 anni.

Di Frank Turner, Scott Hutchinson e la salute mentale

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Questo è un post scritto di getto, come non ne facevo da secoli, e che non rileggerò.
Ieri è morto il cantante dei Frightened Rabbit. Band che è sempre un po’ stata ai margini e che nessuno conosceva così bene. Ricordo che una volta parlavamo di nomi delle band indie con il mio ex e lui non li conosceva e trovava buffo il nome. Vedere il nome di Scott in trending topic su Twitter mi ha fatto una strana sensazione. In questi giorni sembra che la salute mentale sia una cosa che è cura di ogni persona sui social, almeno nella mia bolla. Invece poi esci e non è così. In UK sta sfiorando la prima posizione un album bellissimo di un cantante davvero molto bravo: Frank Turner. Frank è un’altra persona che ha parlato nell’album della sua terapia cognitivo comportamentale, delle sue dipendenze, degli up, dei down. Frank è un ragazzo che sorride e che mette un’energia della madonna nei suoi live: il fatto che molti pensino che da depressi o se si ha un problema mentale si debba apparire come giullari sotto acidi o come tristoni inenarrabili è un’altra cazzata bella grossa. Be more kind è un album che secondo me può servire moltissimo anche a chi non conosce bene cosa possa essere avere a che fare persone con problemi di depressione, e ve lo consiglio.

Ma, vi ho detto, non è un cazzo facile. Se già per altre battaglie della società civile è difficile far capire alle persone che stanno pensando merda, quando si hanno in mezzo condizioni biologiche il quoziente intellettivo delle controparti va a finire a valori difficilmente referibili sull’asse reale.

Vi spiego: nel linguaggio comune, che è lo specchio della società, oltre ai soliti insulti sessisti e omofobi ci sono sempre stati il “sei pazzo” o “è un cancro”. La seconda poi è un po’ in disuso, ma se pensate in alcune parti si augurano ancora i cancheri qua e là al posto dei vaffanculo. Tipo, in Olanda è molto diffuso, e anche in Romagna mi pare. Il guardare uno, etichettare qualcuno come pazzo viene visto ancora come una cosa normalissima, quasi senza problemi di sorta.

Negli anni passati però chi moriva di cancro o chi aveva un cancro lo teneva nascosto perché si vergognava. Di cosa? direte. Eh, esatto. Cosa c’è da vergognarsi di una condizione clinica che è dettata da una serie di interazioni geniche e ambientali. Già. E invece tanta gente lo teneva nascosto ancora: ad esempio mio padre è morto tre anni fa, e ancora la moglie in giro diceva che è morto, a 63 anni, per il diabete. Sinceramente è una donna molto anziana e dalla scarsa cultura: capisco perché lo faccia. Non è un Rolling Stones che dice di aver avuto un cancro e buona lì o un Silvio che si vantava addirittura di averlo sconfitto.

Poi ci sono ad esempio i genitori di una mia amica, che quando è stata ricoverata per depressione perché non ce la faceva proprio più si sono vergognati tantissimo. Genitori che le hanno anche detto “Non ti ricoverare più, perché sennò noi stiamo male”. E tra qualche anno secondo me anche in questo diremo “E di cosa si sono vergognati? E’ una condizione clinica dettata da interazioni geniche e ambientali”. Già.

Capite che vedere le malattie mentali come capriccio o disturbo di serie B fa emergere alcune cose: che molti sono ancora gretti, ignoranti, con una cultura molto bassa, poco aperti e rispettosi. Oppure molti hanno paura di quello che stanno vivendo loro, e quindi tu siccome impersonifichi il loro problema ti attaccano. Oppure sono delle merde e basta, dai.

Ero un po’ in dubbio se scrivere questo post o meno. Poi ho pensato che scoprire il fianco a teste di cazzo che potrebbero goderci a leggere dei miei momenti brutti passati è un danno minore rispetto a quello che potrebbe essere il sollievo per qualcuno per cui soffre il leggere queste righe. Io e molti altri stiamo facendo e abbiamo fatto un percorso abbastanza pesante e complesso, di cui non dobbiamo vergognarci (mi sembra molto dire di dire che bisogna andarne orgogliosi)

Credo che la cosa più carina e più giusta che mi ha detto un’altra donna che ha avuto problemi, che ha appena perso un amico importante e che è molto attiva nell’abbattere lo stigma è stata “Be kind to yourself. You have nothing to be shameful of! And you are 100% not alone in these feelings”.

Se tu hai bisogno, in questo momento, sappi che questa frase calza anche per te.

Quella che tutti chiamano depressione (e che mi fa incazzare tantissimo) è quel periodo di magari 3-4 giorni di tristezzina perché hai scazzo che le cose non girano come vuoi. O piove e a te garba tantissimo il caldo. Quella non è depressione. Si è giustamente scartavetrato i coglioni ad una traduzione di una frase di un giocatore juventino (che poi non ho più verificato fosse vera o meno, ma se fosse stata vera era da prendere a martellate su ogni parte del corpo) che un certo arbitraggio sarebbe stato come uno stupro. Ebbene: è un abuso di entrambe le cose.

Ragazzi, la depressione fa schifo. E nessuno vuole essere depresso. E’ una malattia. E come tutte le malattie quello che funziona per me, non funziona per te, e non funziona per lei. Ma magari funziona per tuo zio.

C’è una cosa che ho letto nei commenti di un mio contatto facebook (che ha risposto poi molto bene) che recita la solita frase fatta che contiene il “non capisco, la vita è un dono”. Mi pare poi che sia stato detto che per qualcuno che sta male non è così.

Sebbene faccia ormai un po’ schifo a tutti il cattolicesimo diciamo che dipende da questo, la visione del “dono”. Non trovo il fatto che il prodotto di due gameti sia da considerare un dono. Non abbiamo chiesto noi di essere messi al mondo. Non capisco quei genitori che reputino che i figli debbano essergli riconoscenti per averli generati infatti. Dovete capire che nella vita è davvero tutto relativo, e che quindi i giudizi nella maggior parte delle volte dovreste ficcarveli ove meglio vi aggrada.

Da sopravvissuta di un cancro ho sempre avuto gente che mi dava pacche sulle spalle enormi, mi ha detto di essere stata ganza, coraggiosa. Da battagliante contro la depressione nulla: anzi mi hanno scaricato tutti come un ferrovecchio. Quei tutti erano delle merde, ovviamente. Ma mica posso ringraziare la mia condizione clinica per essermi resa conto che fossero così: anzi mi sono chiesta per diverso tempo, prima che applicassi quel be more kind, cosa avessi io di sbagliato per avere a che fare con delle merde. Perché dai, una può capitare: ma quando hai una serie di discreti stronzi inizia ad essere patologico anche se si parla del tuo intestino solamente.

Cosa potete fare per essere persone migliori? Tutti possiamo essere persone migliori, ma dobbiamo volerlo. Non dobbiamo aspirare chissà a cosa, ma dobbiamo aprirci agli altri. Se qualcuno ti dice che non sta bene, ed è tuo amico, non devi dirgli che passerà. Gli diresti che passerà se ti dicesse che ha una massa nei polmoni? Puoi chiedergli cosa puoi fare per lui. Normalmente una persona che ha davvero problemi minimizzerà. Dovete avere pazienza. E ascoltare. Ascoltare è l’unica cosa che non farà danni ma aiuterà. Ascoltate. Non date giudizi. Ascoltate tantissimo.
Quando mi sono avvicinata per ben due volte al gesto di Scott non c’era persona esterna che mi potesse far qualcosa. Sei in una condizione talmente alienata e alimentata dal tuo dolore che sei tu e il Mostro. Non c’è altro per davvero. Per quello in alcuni casi la terapia serve: appena cogli segnali metti strategie in atto per svicolare. Altre volte non serve a un cazzo. A volte servono i farmaci perché è chimica del cervello. Altre volte entrambe. Altre volte va tutto bene e poi ti ritrovi a pensare che staresti meglio appeso come un prosciutto a Langhirano. Non è divertente. E’ brutto. Poi la psichiatria non interessa a big pharma: ci sono molecole vecchissime e ancora costosissime, e tutti invece pensano che il business siano i vaccini quando una compressa di Tavor ti costa come una esavalente. Sono questi i momenti che mi vengono in mente i miei prof delle medie che a volte dicevano “beati voi che nun capite un cazzo”. Lo penso anche io di molta gente, eh. Li invidio che vivano così alienati nelle loro cose e nel loro mondo di marshmellows.

Per favore, fate in modo che lo stigma della salute mentale diventi una cosa superata. Deve partire da voi però. Serve che ognuno non abbassi lo sguardo, che non lasci che gli altri facciano i bulletti. Dovete dire con gentilezza che gli altri che non capiscono stanno facendo una cagata. Solo così cambierà qualcosa.
E se gli altri non vogliono capire abbiano almeno il buon senso di stare zitti. Tutto prima o poi gira e ti colpisce nelle tue cose più care. E dopo sarai ripagato dal come hai vissuto.

Divertimento assicurato sotto il sole di mezzanotte in Norvegia

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Credits: Ernst Furuhatt / www.nordnorge.com

Nelle sere d’estate, nel Nord della Norvegia, il tramonto e l’alba si uniscono. I numerosi eventi in programma per quest’anno permettono di sfruttare al meglio le preziose ore di luce.

Dal 22 al 30 giugno si svolge l’Arctic Arts Festival, una settimana dedicata a musica, teatro, danza e cultura artica che anima la cittadina di Harstad. Per info: www.festspillnn.no

Per gli appassionati di musica rock dal 5 all’8 luglio 2018 si svolge un festival nella location unica di Træna, un arcipelago a 40 miglia dalla costa. Al Træna Festival suonano band norvegesi e alcuni grandi nomi internazionali. L’unico modo per raggiungere le isolette è via mare, con traghetti o barche private. Durante l’evento è prevista anche la regata Træna Ocean Race. Per info: www.trena.net

Il Riddu Riđđu, in programma al 12 al 15 luglio 2018 a Kåfjord, nella contea di Troms, offre un’ottima dose di musica folcloristica con la partecipazione di musicisti sami e di altri artisti indigeni provenienti da tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda alla Siberia. Per info: www.riddu.no

A Bodø il Nordland Music Festival offre dal 3 al 12 agosto concerti di musica classica, jazz, folk e pop, sia indoor che outdoor. La location più spettacolare in assoluto è il monte Keiservarden, con una vista unica sul Vestfjord. Per info: www.musikkfestuka.no

Alle isole Lofoten è invece possibile fare un salto indietro al tempo dei vichinghi grazie al Lofotr Viking Festival, tra concerti, spettacoli di figuranti, mercati, giochi e laboratori adatti anche ai più piccoli. Si svolge dall’8 al 12 agosto 2018. Per info: www.lofotr.no

Gli sportivi possono approfittare della Midnight Sun Marathon, che si corre il 16 giugno a Tromsø sotto il sole di mezzanotte. È prevista anche una divertente corsa dedicata ai bambini. Per info: www.msm.no

Per altri eventi nel Nord della Norvegia: www.nordnorge.com/en/festivals-culture

Dormire in una ex banca: l’Hotel Indigo The Hague

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Nel cuore della città di Den Haag, di fronte al Palazzo Reale Noordeinde, si trova l’Hotel Indigo The Hague. L’edificio risale al 1883 e la sua prima destinazione d’uso fu quella di sede della prestigiosa Nederlandsche Bank, della quale peraltro si riconoscono ancora degli elementi decorativi originali.

 

Trascorrere una notte in questo boutique hotel a quattro stelle è un’esperienza unica: le 63 camere, arredate con complementi di design e complete di letti comodi e di grandi dimensioni, minibar e macchina del caffè Illy, comprendono un’accogliente stanza da bagno. L’ingresso alla palestra, aperta 24 ore su 24, è gratuito per gli ospiti.

 

Brasserie Stocks & Bonds

La brasserie Stocks & Bonds è situata al piano terra e offre una fantastica vista su questa prestigiosa area della città e sul Palazzo Reale Noordeinde. Il menù offre piatti classici internazionali con un tocco locale. Nel Gold Bar dal gusto retrò, collocato in quello che un tempo era il caveau della banca, è possibile consumare cocktail e ogni genere di bevanda alcolica.

 

La storia dell’edificio

L’edificio venne progettato in stile neorinascimentale, con evidenti influssi francesi, riconoscibili nelle linee orizzontali, nei telai trasversali, nelle ricche facciate in pietra naturale e nelle imponenti coperture. Entrando nell’hotel, si notano subito le originali pareti in marmo verde e i pavimenti coi mosaici originali. Molti dettagli autentici risalenti alla precedente banca sono stati conservati, come le finestre in vetro colorato e gli ottoni.

Anche il caveau della banca è stato conservato, parte del quale – collocato nel seminterrato sotto l’ex galleria Wilhelmina – è oggi trasformato in un’accogliente sala riunioni, corredata di un tappeto nella cui fattura l’artista si è ispirato alle banconote.  A sinistra della reception, in uno spazio che un tempo ospitava gli sportelli accessibili al pubblico, oggi si colloca la Brasserie Stocks & Bonds.

L’hotel è anche il luogo ideale per riunioni di lavoro, ricevimenti o corsi di formazione e dispone di due sale riunioni adatte a ogni occasione. La biblioteca adiacente alla Brasserie offre una splendida cornice per una cena privata fino a 14 persone. Nell’ex caveau della banca dell’hotel troverete una sala riunioni di 100 m2 che può ospitare fino a 40 persone in uno spazio ad U.

 

Accessibilità

Nelle immediate vicinanze dell’hotel si trovano la Mauritshuis, il museo Escher e le lussuose vie dello shopping. La fermata del tram Kneuterdijk è proprio dietro l’angolo e offre accesso diretto al World Forum, al centro conferenze Madurodam e alla spiaggia di Scheveningen. L’Hotel Indigo The Hague – Palace Noordeinde è facilmente raggiungibile in auto, in bicicletta e con i mezzi pubblici. Dalle due principali stazioni de L’Aia, dalla stazione centrale e da Hollands Spoor, vari tram e autobus raggiungono il centro della città dell’Aia.

 

Hotel Indigo The Hague- Palace Noordeinde

Noordeinde 33, The Hague

https://www.ihg.com

0031-70-2099000

Dal 18 maggio, a Mantova, arriva il BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta

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Stanno per arrivare, alcuni sono già in viaggio: da venerdì 18 a domenica 20 i cicloviaggiatori europei si danno appuntamento a Mantova, per la quarta edizione del BAM!.

Tre giorni di pedalate alla scoperta del territorio, di racconti, di musica e di notti sotto le stelle. Tre giorni per ritrovarsi tra appassionati, per condividere storie, viaggi e progetti, e per diffondere insieme la cultura sostenibile e democratica delle due ruote.

 

Dopo le montagne di Livigno (Sondrio) e la suggestiva Rocca di Noale (Venezia), il BAM sceglie quest’anno per suoi bamers una nuova location: è Mantova, città della cultura e patrimonio dell’UNESCO, che sta diventando sempre più anche capitale delle due ruote e punto di partenza di meravigliosi itinerari cicloturistici nel cuore della Lombardia. Un’occasione per conoscere un nuovo territorio, le sue strade bianche, le colline, i laghi e la sua enogastronomia.

 

Nuova sede, vecchia formula: ci sarà una grande area expo dedicata ai brand più noti, presenti con i loro prodotti dedicati al viaggio, ma anche ai piccoli produttori, agli artigiani della bici e alle associazioni e realtà territoriali che lavorano nel settore. Ci sarà l’area camp dove si può dormire insieme sotto le stelle. E poi workshop di bikepacking e di video racconto, concerti, incontri, presentazioni, birre, truck food gourmet, e le pedalate, alla scoperta di nuovi itinerari. Tutto senza mai occuparsi di tempi o di performance: la bici è una passione, non uno strumento per mettere alla prova se stessi.

Tre le pedalate alla scoperta del territorio: da 130, 70 e 50 km, sempre con uno sguardo alle bellezze del territorio e ai sapori.

 

Tra gli ospiti, per citarne solo alcuni, grandi viaggiatori come Dino Lanzaretti, tornato di recente da uno straordinario viaggio in Siberia e in Asia (e poi a casa, sempre in sella) o Willy Mulonia, bresciano che ha attraversato tutti i continenti pedalando, fino a tutti coloro che, senza girare il mondo, usano la bici come punto di vista, per conoscere quello che li circonda, vecchi e giovani, ricchi o squattrinati, poco importa. Ma anche le viaggiatrici Monica Nanetti, Bruna Boldrin, Annita Casolo, Silvia Gottardi e Linda Ronzoni.

 

Molte le novità in programma, tra cui workshop per imparare a preparare le borse, il workshop di meccanica o “storytelling”, ma anche i numerosi appuntamenti con la musica live, il venerdì, il sabato sera e la domenica mattina.
Per esplorare Mantova e le sue ricchezze in bici saranno organizzati dei mini tour in Brompton, la famosa bici pieghevole inglese, che sarà possibile noleggiare al village.

Grande novità anche il pre-BAM! a Sermide, lungo il Po, in provincia di Mantova, dove, giovedì sera, per chi volesse allungare la sua esperienza, sarà possibile trovare grigliata, musica, area campeggio, docce calde e molte proposte di attività.

Il BAM! inizia infatti prima di venerdì: inizia quando i viaggiatori salgono in bici per arrivare. Ci sono gruppi organizzati in partenza da Padova, Venezia, Firenze, Verona, Rovereto, Iseo, Brescia, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Milano, Torino, Bergamo, Rovigo, Treviso, Arles (FR), Lubiana (SLO) e dal Rifugio Lausen, sui Monti Lessini.

 

BAM! è il primo evento in Italia e uno dei pochi in Europa che mira a intercettare fenomeni in forte crescita come quello del bike-packing, della bici gravel e della bici avventura, oltre che quello dei piccoli e grandi viaggi.

Info: www.bameurope.it
BAM! È un evento di 3parentesi – www.3parentesi.it

 

Cosa devi portare al BAM?

1. la bici

2. la tenda (se vuoi)

3. una catena per proteggere la tua bici

4. una luce frontale per il campeggio

5. le luci per la bici…

e poi allegria e voglia di incontrare altri come te.

 

Cosa devi sapere?

1. il village e il nostro desk si trovano a Lungolago Gonzaga

2. l’area camp è a Campocanoa, prima del ponte

3. registrati prima di piantare la tenda

4. il campeggio sarà sorvegliato durante il giorno, fino a mezzanotte

5. a Campocanoa c’è un’area parcheggio gratuita

6. ricorda che le ride BAM! non sono gare:

rispetta il codice della strada e

goditi il paesaggio

Al Fish Food Festival di Urk Il miglior pesce dell’IJsselmeer

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Quest’anno, il 15 e 16 giugno 2018 si terrà ad Urk, ex cittadina di pescatori nella provincia del Flevoland, la prima edizione dell’“Urker Vis Food Festival”, il primo festival in onore del vero abitante autoctono di Urk: il pesce del mare interno IJsselmeer. Un festival culinario, innovativo e di tendenza che riunirà, a partire dal 2018, una volta all’anno, gli amanti del pesce in un evento con tantissime proposte culturali.

 

L’evento si concentrerà principalmente sull’offerta culinaria e culturale della località di Urk: chioschetti ambulanti e originali furgoncini sulla banchina Dormakade coloreranno il caratteristico porto della cittadina. Qui verranno servite le molteplici specialità di pesce, accompagnate dalle ottime patate della regione. Da bocconcini di salmone a croccanti patatine, dal pesce gourmet al filetto al curry, dalla paella al sushi: l’Urker Vis Food Festival saprà davvero soddisfare ogni palato.

 

Il momento clou del festival sarà la gara di navigazione con le navi da pesca tradizionali che venivano usate 100 anni fa per salpare l’ex Mare del Sud (lo Zuiderzee), l’attuale mare interno “IJsselmeer”. Queste imbarcazioni storiche venivano utilizzate ai tempi in cui Urk era ancora un’isola e con esse si andava alla ricerca di pesce fresco nello Zuiderzee. La competizione marittima si terrà nella giornata del 15 di giugno e potrà essere seguita dal porto di Urk e dalle spiagge lacustri circostanti.

 

Il festival si svilupperà inoltre all’interno e attorno ad una tenda dove si suonerà musica dal vivo e si racconteranno storie sull’ex isola di Urk. All’interno della tenda saranno poi allestite esposizioni e mostre fotografiche con persone in abiti tradizionali di Urk che faranno da cornice all’evento. Durante il festival  verranno inoltre organizzate visite guidate attraverso il vecchio villaggio.

Lo storico legame con l’acqua

Urk e la pesca; un legame indissolubile. Già dal 18° secolo, gran parte degli abitanti di Urk vivevano della pesca e più tardi anche della lavorazione e del commercio ittico. Allora, l’attuale cittadina era ancora un’isola, e la diffusione della pesca fu dunque una conseguenza naturale dello sviluppo economico e commerciale dei Paesi Bassi. Fu il suo passato, dunque, a contribuire alla trasformazione di Urk in uno dei più importanti centri ittici del Paese. Tuttavia, dopo la chiusura del Zuiderzee (Mare del Sud) per via della costruzione della grande diga Afsluitdijk, la pratica della pesca venne spostata da Urk al mare del Nord, ed il settore ittico subì così una grave perdita.

 

Nel 2017, la cittadina ha rivisto una crescita nel settore ittico. Per questo motivo, l’Urker Vis Food Festival si presenta come un’occasione di ribalta per il settore, diffondendone la conoscenza e facendo assaggiare l’ ottimo pesce fresco a tutti i partecipanti.

 

Vis Food Festival Urk 15 & 16 giugno, Dormakade

www.visfoodfestival.nl

 

I 10 Festival da non perdere a Rotterdam nel 2018

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Iniziando dal mese di giugno dedicato all’architettura

 

Architettura, cinema, opera e altro per soddisfare tutti i gusti con i festival estivi della città. Dal festival internazionale North Sea Jazz Festival che attrae migliaia di persone fino al Roffa Mon Amour, un festival unico nel suo genere. Gli amanti dell’architettura possono poi sbizzarrirsi a giugno, il Mese dell’Architettura di Rotterdam, con tanti eventi e tour. Tra le novità dell’anno il festival hip hop, Get Loose e il Gin Festival presso il Cruise Terminal.

 

 

  • Mese dell’Architettura a Rotterdam

 

Nel mese di giugno, Rotterdam è completamente dedicata all’architettura, con eventi come il Dag van Architectuur (Giorno dell’Architettura), i Tour presso la Timmerhuis (OMA) con De Rotterdam Tours e ZigZagCity e altro. Durante i famosi Rotterdamse Dakendagen è possibile visitare più di 50 tetti e terrazze, unici nel loro genere: ad esempio, il tetto dei grandi magazzini De Bijenkorf viene trasformato in un grande giardino di lavanda e una delle torri residenziali nel centro si ritrova sul tetto un’enorme piscina di palline colorate.  

Durante il mese di giugno si potrà poi dormire all’interno di piccole installazioni sul tetto della stazione “Hofplein” Rotterdam un progetto che fa parte dell’iniziativa “Urban Sleeping Spaces”.

Durante il Giorno dell’Architettura (Dag van Architectuur) si terrà un tour speciale organizzato da uno degli architetti del famoso studio MVRDV al Markthal, al Depot Boijmans van Beugeningen, attualmente in costruzione, e infine allo studio stesso MVRDV dove saranno presentati nuovi progetti.

 

 

  • North Sea Jazz Festival

 

D’Angelo, Earth, Wind & Fire, N.E.R.D e Emili Sandé sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno all’internazionale North Sea Jazz Festival il 13, 14 e 15 luglio. Ogni anno, per tre interi giorni, il festival accoglie stelle di fama mondiale all’arena Ahoy, per il festival di jazz al coperto più grande del mondo. Tra il 28 giugno e il 15 luglio, l’annesso festival North Sea Round Town offre un programma gratuito di jazz in diverse location della città.

 

 

  • DÂK

 

Ping pong, BBQ all’aperto, DJ e feste all’insegna di salsa. L’annuale festival pop-up, che si tiene sopra il parcheggio Parking Westblaak, è uno dei preferiti dai cittadini locali. Il festival si descrive al meglio come ‘una festa di quartiere sul tetto’ e si tiene tra il 19 luglio e il 12 agosto. La location è a pochi passi dalla vivace Witte de Withstraat, cuore della vita notturna di Rotterdam.

 

 

  • Hip hop festival Get Loose

 

Get Loose offre un palco ad artisti internazionali e locali, da grandi nomi a talenti emergenti. Il nuovo festival hip hop nonpresenterà solo musica, ma anche altri elementi della cultura hip hop, tra cui graffiti, break dance e il genere poetico “spoken word”. La prima edizione di Get Loose si terrà il 24 giugno.

 

 

  • Gin Festival Rotterdam

 

Per la prima volta quest’anno, Rotterdam avrà un vero e proprio Gin Festival presso il Cruise Terminal. Centinaia di marchi esteri e locali presenteranno il loro gin e gli speaker presenti parleranno in dettaglio di distillazione, sviluppo e packaging. I visitatori andranno alla scoperta del perfetto Gin Tonic, con combinazioni e guarnizioni per tutti i gusti. Il Gin Festival si terrà il 23 giugno.  

Tutta l’estate Rotterdam ospiterà i più svariati festival dedicati al cibo e al mangiare. Dal festival del cibo marocchino all’aperto, Djemaa el Fna, passando per il RotterdamseKost e tanti festival di chioschi ambulanti e sagre.

 

 

  • Film Festival Roffa Mon Amour

 

Quest’anno il Roffa Mon Amour si terrà a Kop van Zuid. La sesta edizione di questo film festival di Rotterdam avrà luogo presso i Drijvend Paviljoen e il LantarenVenster. Roffa Mon Amour offre tra mercoledì 18 e sabato 29 luglio un programma variegato di proiezioni.

 

 

  • Operadagen Rotterdam (i Giorni dell’Opera)

 

Un festival internazionale all’insegna di opera e musica teatrale con produzioni rinnovate e innovative in località speciali; durante gli Operadagen Rotterdam si terranno spettacoli in posti speciali, tra cui i grandi magazzini Bijenkorf, il Parking Westblaak e nel quartiere creativo M4H, presso il TP Loods. Inoltre ci saranno spettacoli su mini crociere e mini-opere in soggiorni privati. Gli Operadagen si terranno tra il 18 e il 27 maggio 2018.

 

 

  • Blijdorp Festival

 

Sabato 11 agosto avrà luogo la quinta edizione del Blijdorp Festival: un mix di musica e arte si impossesseranno del Roel Langerakpark fino a trasformarlo in un festa.  

Techno, house, R&B, Reggae en Hip Hop. A partire da giugno, ogni weekend ci saranno diversi festival musicali dedicati a diversi generi.

 

 

  • Biennale di Rotterdam Dell’Architettura Internazionale

 

IABR-2018-2020-The Missing Link è un dittico in due città, Rotterdam e Bruxelles. Le prossime due biennali si concentrano sugli obiettivi climatici. La mostra principale dell’ottavo IABR sarà esposta dal 1 giugno all’8 luglio nell’edificio HAKA, monumento nazionale nell’area trend M4H.

 

 

  • Rotterdam Unlimited

 

Una delle più grandi feste all’aperto d’Europa, Rotterdam Unlimited, ogni anno attrae circa 750000 visitatori verso il cuore della città. Durante Rotterdam Unlimited tante culture si mescolano a creare una festa ricca di colori. La parata del Carnevale Estivo e La Battaglia dei Tamburi sono momenti fissi e molto popolari. Rotterdam Unlimited avrà luogo tra il 24 e il 28 luglio.

 

www.rotterdam.info

I giardini segreti di Utrecht aperti al pubblico: 40 oasi verdi da scoprire

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Sabato 30 giugno 2018 si terrà l’ottava edizione della Giornata dei giardini aperti di Utrecht “Open Tuinendag.  Nascosti dietro alle facciate delle case del centro storico si trovano numerosi giardini nascosti. Oasi verdi di pace e in alcuni casi vere opere di architettura paesaggistica. Ogni giardino è unico nel suo genere, che si tratti di grandi giardini appartenenti a istituzioni, oppure piccoli giardini privati, cortili nascosti, giardini dall’architettura sobria o ancora giardini con statue e fontane. Questo evento dà la possibilità unica di vedere queste oasi di pace nascoste che normalmente non sono accessibili al pubblico. Saranno in totale 40 i giardini visitabili tra le 10:00 e le 17:00 accessibili grazie ad un passe-partout al prezzo di 12,50€.  Il pass sarà accompagnato da un libretto con tanto di descrizione dei giardini, itinerari e piantina.

 

L’itinerario avrà i seguenti 3 punti di partenza:

 

VVV Utrecht, Domplein 9
Museum Catharijneconvent, Lange Nieuwstraat 38
Grand Hotel Karel V, Geertebolwerk 1, ingang Springweg (tegenover Springhavertheater)

 

E’ consigliabile prenotare il pass-partout il prima possibile al seguente indirizzo mail:  infovvv@utrechtmarketing.nl, www.opentuinendagutrecht.nl

A Leiden, città natale di Rembrandt apre “The Young Rembrandt Studio”

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Rembrandt van Rijn nacque a Leida il 15 luglio del 1606, ed è proprio in questa città che il famoso pittore trascorse la sua infanzia e la sua giovinezza, dove frequentò la scuola e dove si formò come pittore creandosi precocemente un’ottima reputazione. Da oggi è possibile seguire i primi passi dell’artista seguendo un percorso autoguidato attraverso la sua città natale e visitare la nuova “attrazione”: The Young Rembrandt Studio dove il maestro imparò a dipingere.

 

Questa casa del XVII secolo, situata sul Langebrug 89, fu il luogo dove Rembrandt van Rijn imparò l’arte del disegno, della pittura e dell’incisione sotto la guida del suo maestro Jacob van Swanenburgh. Il luogo, che fino ad oggi è stato utilizzato per mostre temporanee è stato recuperato e ora convertito in un piccolo museo audiovisivo dedicato al pittore, trasformandosi così in una delle tappe più importanti dell’itinerario ‘In the Footsteps of Rembrandt’ (‘Sulle tracce di Rembrandt’). Una visita che aiuterà a capire meglio il periodo formativo dell’artista, quei primi 25 anni della sua vita (fino al suo trasferimento ad Amsterdam nel 1630) così importanti per spiegare l’evolversi del suo talento e lo spettacolare successo che ottenne negli anni successivi. Il centro sarà anche un punto d’informazione turistica cittadino e sarà fornito di un negozio di souvenir ispirati al pittore.

 

Il centro sarà aperto dal mercoledì alla domenica dalle 12.00 alle 17.00 con ingresso gratuito.

 

A pochi passi dal centro, il percorso ‘In the Footsteps of Rembrandt’ continua nella Scuola Latina, la scuola dell’élite dell’epoca, dove il giovane Rembrandt, proveniente da una famiglia con buone risorse economiche, ricevette un’ottima istruzione.

 

Nelle vicinanze è possibile raggiungere il vicolo Weddesteeg dove il maestro olandese nacque, e passeggiando per il quartiere dove si trovava la sua casa, imbattersi nella Pieterskerk, la chiesa che Rembrandt abitualmente frequentava.  A poca distanza si trova anche l’Università di Leida, dove l’artista studiò per un breve periodo. A conferma di ciò è possibile consultare nella biblioteca dell’ateneo, il Catalogus Studiosorium, il registro originale delle matricole dell’epoca, dove ritrovare la prova -scritta in latino- dell’iscrizione di Rembrandt risalente al maggio 1620, quando l’artista aveva solamente 14 anni. Un periodo di studi piuttosto corto visto che abbandonò presto l’ateneo per dedicarsi completamente alla pittura già allora sua grande passione.

Rembrandt in seguito trasferì il suo studio in un’altra strada, nella Kort Galgewater, dove insegnò ad un’intera generazione di pittori. Gerrit Dou fu il primo fra questi e l’influenza del suo maestro è chiaramente visibile nelle sue opere, come si può vedere nel più importante museo della città, il Museo De Lakenhal.

 

Leida sarà una delle città protagoniste del programma di celebrazioni del 2019 per commemorare il 350° anniversario della morte del pittore. Per questa ragione la città sta già preparando, per il prossimo anno, numerosi eventi e un’importante mostra sui primi anni del pittore (The Young Rembrandt) nel Museo De Lakenhal.

 

Per maggiori informazioni: https://www.visitleiden.nl/en

Alla scoperta di Munch: gli appuntamenti da non perdere

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Andy Warhol, The Scream (After Munch), 1984 © The Andy Warhol Foundation for Visual Arts Photo Sparebankstiftelsen DNBNOR.tif

Munch attraverso gli occhi di Andy Warhol

Negli ultimi anni il Munch Museum di Oslo ha cercato di proporre le opere di Munch in una versione inedita, ricontestualizzandole e affiancandole a quelle di altri artisti – da van Gogh a Gaugin, da Melgaard a Mapplethorpe -, e anche per quest’anno ha in serbo una mostra speciale.
Il 26 maggio sarà infatti inaugurata “Andy Warhol – After Munch”, una mostra che riunisce due figure dell’arte moderna apparentemente molto distanti, Edvard Munch e l’icona della pop art Andy Warhol.
Munch ha in realtà avuto un grande impatto su Warhol, che lo considerava uno dei suoi artisti preferiti. Nel 1973 Warhol si recò ad Oslo per studiare da vicino le opere dell’artista norvegese alla National Gallery e al Munch Museum. Più tardi, nel 1982, visitò alla Galleri Bellman di New York la mostra di Munch, che lo ispirò a creare la serie After Munch. Tra il 1983-84 creò una serie di 15 dipinti che richiamano quattro tra le più famose opere di Munch: «L’Urlo», «La spilla. Eva Mudocci», «Madonna», «Autoritratto».
Secondo la responsabile della comunicazione del museo Gitte Skilbred l’interpretazione data da Warhol ha il merito di rendere l’arte di Munch più accessibile, portando i motivi e i temi a lui cari nella cultura popolare.

Date: 26 maggio – 9 settembre 2018
Location: Kunsthall Oslo: Dronning Eufemias gate 34, Bjørvika
Per info: www.munchmuseet.no/en/exhibitions/andy-warhol-after-munch

“Tra il letto e l’orologio”: sintesi della vita artistica di Munch

Sempre a maggio verrà aperta ad Oslo anche un’altra mostra sul pittore norvegese organizzata dal Munch Museum in collaborazione con il San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA) e il Metropolitan Museum of Art (The Met) di New York. Uno degli ultimi lavori di Munch, l’autoritratto “Tra il letto e l’orologio” (1940–43), sarà il punto di partenza per introdurre le 38 opere esposte e per riesaminare la sua vita artistica.

Date: 10 maggio – 9 settembre 2018
Location: Munch Museum
Per info: www.munchmuseet.no/en/exhibitions/mellom-klokken-og-sengen

Munch all’aeroporto di Oslo

Per la prima volta il Munch Museum di Oslo espone un’opera originale di Edvard Munch al di fuori del museo. L’aeroporto di Oslo-Gardermoen e il Munch Museum hanno infatti siglato un importante accordo decennale che consentirà ai viaggiatori provenienti da tutto il mondo di avere un assaggio delle opere di Munch appena atterrati in Norvegia.
La prima opera ad essere esposta all’interno del terminal internazionale, il 27 aprile 2018, è stata «Testa a testa» (1905), che sarà sostituita da un’altra opera originale dopo un periodo di due anni.