Credo si chiami consapevolezza.

Io un po' sorrido (non rido, è diverso. Non rido di voi, rido con voi) vedendo le classifiche, i buoni auspici, le robe che sperate nel 2011. Un anno è come un altro: non è che perché si gira un calendario stilato secondo una certa convenzione cambia qualcosa. No.
Magari, eh.

Ci sarebbe da essere consci della caducità delle cose, cogliere l'attimo e robe varie. Il punto è che ognuno di noi è menoso in qualche modo, quindi la vita ce la possiamo anche sprecare come cazzo ci piace.
Ma, vi prego, anziché i buoni propositi di inizio anno chiudete gli occhi e ascoltate il silenzio attorno a voi. O la pioggia. Cercate di sentirvi bene con voi stessi. Poi si parte per la guerra.

[il mio anno inizia da sempre a Ottobre]

Ché poi alla fine sto coso Sonyericsson non è male.

Share photos on twitter with TwitpicVi ricordate di quella roba che son andata lì a Villa Biscossi, no? Ecco, Sony Ericsson mi regalò l'Xperia x8. Quanto pare bisogna essere al pari degli altri con la tecnologia (gli smartphone d'esempio a Parigi oggi in metropolitana hanno ammazzato una mentre la derubavano del cellulare così) (no, beh, io non avrei opposto resistenza)
L'unico grosso problema di questo cellulare bellino, più nuovo rispetto anche al nokia e71 che mi resta come secondo telefono e quasi continuo a preferirlo è il touch screen. Io col touchescreen azzero tutto il mio essere nerd e torno scema, peggio di una scimmia col pollice opponibile sbronzo. Ogni volta che debbo rispondere a una mail o cercare qualcosa sulla internet mi sento le dita grosse e che non fanno presa sullo schermo. La deficienza. La tristezza. Robe che tu stai lì e non le risolvi. Digiti, anzi, pensi di fare tap tap col dito su una roba e non esce, o te ne viene un'altra.
Tipo, posto la foto qui sopra (e ci ha una fotocamera abbastanza buona anche se senza flash, ma per me il flash è il male e si può usare solo 10 volte l'anno, tipo) e non so girarla perché credevo avesse preso il comando, e invece no.

Non so, cosa debbo fare, sputare sui polpastrelli?

Comunque c'è gente che si fa foto al cimitero vicino alla tomba del proprio idolo. Io mi vergognavo per loro.

Pére Lachaise:

Consiglio? La Mairie de Paris fa le visite guidate (forse gratuite) nel Pére Lachaise. Fondamentali per vedervi quasi tutto il cimitero senza stare lì a capire dove cazzo è la sepoltura X con la cartina in mano a dannarvi l'anima. La guida che ho seguito era scazzatissima, fissata con la crematura, e grezza ma utile. A tratti faceva pure ridere, vi dirò.

Mica ce l'avrei fatta sennò.

[e comunque alla tomba di Jim Morrison manco un accannato. Invece da Chopin era la sagra delle code che neppure da un kebabbaro]

Le foto per voooi: l'Opera per Filippo.

Paris: Opèra Garnier

Su Feisbuc un paio di giorni fa ho chiesto 'sta cosa.

Ciao, vado a Parigi. Vuoi che ti faccio una foto? E la gggente sotto mi ha detto sì, e mi ha "commissionato delle cose".
Per primo, visto che ehm, ho ehm, coff, ho passato del tempo ai magazzini lafayette e poi sono anche stata alla boutique Nespresso ecco, viene accontentato Filippo.
I prossimi giorni, gli altri. Se volete, dite qualcosa nei commenti.

10 biggest concerts of 2010 o una cosa del genere o perlomeno oh di quelli visti da me

Escludendo il Frequency Festival.
Premesso che ho saltato un casino di grandi concerti in suolo italico (Arcade Fire su tutti) cerco di razionalizzare quali sono i dieci memorabili dell'anno.

10. Serj Tankian, live at Estragon, Bologna.

Serj Tankian live at Estragon, Bologna
Dunque, per mettere lui ho tagliato concerti più fighi magari sul piano esecutivo ma che mi hanno meno intorcinato le budella. Per lui ho corso in mezzo a tutta la festa del Pd di Bologna, arrivando a metà set dei Viza. Poi sentire Empty Walls col quartetto d'archi è una roba che ti può svoltare la giornata. Tu provaci.

9. The Cranberries, live at Forum Assago

The Cranberries, Assago

Sai quando sei giovane e ti piace una band, degli album, ma abiti in posti dimenticati da Iddio e quindi sai benone che non riuscirai mai a vedere? Ecco, poi la vedi dieci anni dopo ed è una botta di ricordi, di puccismo, di robe che dici oh, gli anni, la sciatica, la tauromachia. Poi ringrazi anche lo stesso Iddio che ti aveva dimenticato che la O' Riordan non ha fatto cancellare per malanni anche la data di Milano. Pareggio?

8. Mumford and Sons, live at Covo Club Bologna

Mumford & Sons live at Covo Club, Bologna

Io grazie a questo blog ho conosciuto una ragazza che mi legge e si chiama Alice. Ali mi ha passato la prenotazione di questo concerto, che era andata in fumo in 5 minuti. Aver visto i Mumfords al Covo è stata una botta di culo, tolti gli inglesini mbriachi e limonanti vicino. Ho sentito il pavimento del Covo oscillare. Sai quando sei tuttuno con tutto e tutti e il palco e la sala e boh che sbornia musicale.

7. Pixies, live at Ferrara

Pixies, live in Ferrara

Sai la roba della gente epica che suona in un posto della madonna dove qualsiasi concerto anche un po' pippettoso e quindi anche se il concerto non fosse stato bello e anche non so, boh, tutto, tu sei lì pressato e guardi tutto e ritorna tutto bello preciso puntuale. Ti giri e vedi gente più grande dei tuoi genitori, stai lì cogli amici che fanno giornalini per l'evento e siete tutti felici. La gioia.

6. Rufus Wainwright, live at Conservatorio, Milano

Rufus Wainwright live at Conservatorio, Milano

E' una storia lunga: questo concerto lo dovevo vedere mi pare tre anni fa con una persona, e invece poi no. Quando dovevo prendere il biglietto quest'anno non avevo soldi o quasi, e un mio amico mi ha detto "siccome ci ho ormai debiti enogastronomici enormi con te ti regalo 'sto concerto" "uh" "cosa vuoi? prima fila?" "no no, piccionaia, prendi il più economico, ma ti pare?" Poi arrivata lì siccome non c'era nessuno sono scesa di 13 file. Poi quando sono uscita Rufola mi ha autografato il biglietto sulla mano. Sai quando pensi dentro di te che hai recuperato tutto e fanculo al mondo? Sì, quello.

5.The Gaslight Anthem, live at Magazzini Generali, Milano

The Gaslight Anthem, live at Magazzini Generali, Milano

Mi pare che in Italia sia la marchettatrice ufficiale dei Gaslight e ne sono soddisfatta. I soli problemi di questo concerto son stati: posto di merda, gente di merda, organizzatore delirante, solito blocco milanese alle 23:30 che ci ha regalato la scaletta più corta del tour Europeo. 'Sti ragazzi secondo me tempo 4 anni e possiamo piazzarli in grandi arene. E se non lo capiamo tutti, in Italia, sticazzi. L'importante è che l'abbiam capito io e voi.

4. Rammstein, live at Castello Scaligero, Villafranca di Verona.

Rammstein live in Villafranca di Verona

C'è la capa di una label che avendo visto che mia mamma mi ha accompagnato a intervistare Gnecco ha detto che è troppo rock. Ecco, se sapesse che mia mamma l'ho portata a vedere i Rammstein con me e io che ci avevo l'angoscia e le dicevo "no, beh, si sta dietro, però sai, è musica un po' forte, io la ascoltavo da giovane. Cioè, se lì si poga a sangue c'è un perché" e poi la mia mamma si ascolta a nastro i Rammstein guardandosi i live su youtube e continuando a ridere e stupirsi di quello che fanno ecco, quasi le faccio fare una rubrica su Radionation mettendo cosa le colpisce e cosa le fa schifo visto da un range di età diversa.

3. Muse, live at Stadio Meazza, Milan.

Muse, live in San Siro
Breve spiegone della terza posizione: concerto da ruolino programmato dei Muse. Scaletta non esaltante. Inserimento di Back in Black con Chester dei Jet ganzo. Fantastica gestione dell' "evento" col crescendo di supporter Calibro35, Friendly Fires, Kasabian. Non mi son piaciuti i Muse in se, dove invece al Frequency avevo i lagrimoni agli occhi, ma il tutto era impacchettato molto bene. Anche se l'acustica di San Siro, bah, dai. Allora a sto punto capisco il mettere concerti a Rho.

2. Florence and the Machine: live at Estragon, Bologna.

Florence and the Machine live @Estragon

Dire che s'è rischiato la vita per vederla direi che è una litote. Lastrone unico di ghiaccio in autostrada, raggiungimento dell'A1 dall'Estragon solo col GPS perché tutte le indicazioni erano coperte di neve. Lei dentro invece ci scalda i cuori, ci zompetta felice, ci fa un concertodellamadonna. E la felicità ci colpisce come un proiettile nella testa e cose simili lì.

1. The National, live at Alcatraz, Milano.
The National, live at Alcatraz, Milano

Concerto dell'anno. Fine.

Wishlist Alitalia

Non sapete neanche quest'anno come rimediare ai regali last-minute? Magari avete lasciato proprio i familiari dietro?

Alitalia ha pensato ad un modo originale per fare gli auguri di Natale. Creando un sito dove si può esprimere il proprio  desiderio di fare un  viaggio oppure la volontà di regalarlo. Grazie al sito dedicato AlitaliaNatale fino al 27 dicembre 2010  è possibile creare una Wish List  in cui si sceglie tra il donare o il ricevere un viaggio per inviare un biglietto di auguri veramente originale in cui c'è la possibilità di inviare ai tuoi amici un video di auguri personalizzato in cui:

  • Proponi un viaggio come regalo: condividi il viaggio regalo che hai in mente per una persona speciale.
  • Chiedi un viaggio in regalo: invia ai tuoi amici un simpatico video in cui richiedi il tuo viaggio ideale.


 

Per chi invece il regalo vuole farselo da solo, dal sito c’è un link diretto alle  Offerte Alitalia, con la possibilità di acquistare i biglietti delle tratte a partire da €39.
Alitalia premia chi decide di fare gli acquisti online:

  • Bonus di 500 miglia per ogni acquisto on line effettuato dal 03/11 al 30/12/10
  • Bonus di 150 miglia per ogni web check-in effettuato dal 27/10 al 31/12/2010

[il fatto che io abbia creato un viaggio e chiesto come regalo alla mamma un volo a Budapest… mmm, monotematica vero?]

Perché ho scelto Budapest (e dovreste affrettarvi anche voi prima che non so, che passino da un regime di sinistra a uno di destra)? Sia perché conosco bene il trattamento con Alitalia (che si appoggia alla compagnia aerea magiara) sia perché il posto per me è tra i più belli del mondo: mangiare bene a prezzi convenienti ed entrare alle terme a prezzi stracciati (circa 10 euro al giorno) come se ne è sempre parlato qui e oramai lo sapete benissimo -è inutile che ve la spinga ancora come destinazione- è una roba fighissima. E poi ecco, partite a gennaio e andate a fare il bagno alle terme fuori con magari la neve attorno ma l'acqua a 38 gradi. Sembra da pazzi e invece è uno step per il paradiso (il secondo è scofanarsi dolci a 3,50 a fetta)

Mh, quasi ne approfitto io.

Articolo sponsorizzato

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Chi l’ha detto che al Natale siamo tutti vaccinati? Lasciamoci prendere dall’emozione e, scegliendo tra i 23 regali della Lista dei Desideri di Save the Children, si può proteggere per davvero il futuro di milioni di bambini

 

Quando le buone notizie si ripetono fanno la differenza, come il successo della Lista dei Desideri di Save the Children, la più importante organizzazione internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini di tutto il mondo. 

E’ un’idea semplice quella della Lista dei Desideri, un regalo virtuale e solidale che trasforma ormai da tre anni il Natale di migliaia di italiani nell’occasione di sostenere con generosità gli interventi di Save the Children, come offrire i servizi igienico-sanitari e la nutrizione a 1.500 bambini e l’acqua potabile ad altrettanti in Etiopia, o garantire antibiotici, vaccini, zanzariere, sali per la reidratazione e la vitamina A ai bambini in Mozambico dove ne muoiono ogni anno 150.000 sotto i cinque anni di vita.

 

La Lista dei Desideri è un modo per fare e ricevere regali originali per davvero, virtuali ma più concreti che mai. Per farlo è sufficiente andare sul sito http://www.desideri.savethechildren.it, scegliere uno tra i 23 regali messi a disposizione ed effettuare on-line la donazione corrispondente. La persona cui si dedica il regalo sarà gratificata ricevendo una cartolina (cartacea o elettronica) quale simbolo di un gesto che migliora la vita di un bambino nel mondo. Concretamente si farà una donazione a beneficio dei bambini delle aree in cui Save the Children lavora.

Nella Lista dei Desideri ci sono regali per tutte le tasche, da 10 a oltre 1.000 euro, ma uno lo abbiamo dovuto dividere in quote perché è un regalo di peso: lo yak, il bue tibetano che Giobbe Covatta ha contribuito a rendere famoso e che anche quest’anno sarà con lui il simbolo dell’iniziativa, inseparabili!

Oltre al periodo di Natale è sempre possibile creare la propria lista dei desideri segnalandola agli amici in occasione delle più diverse ricorrenze, evitando in partenza il rischio di regali inutili sia per chi li deve offrire che per chi li riceverà. Un’opportunità che vale anche per bomboniere e liste nozze. Per tutte le aziende invece l’invito è quello ad abbandonare il solito panettone o la consueta agenda (che tanti altri penseranno a regalare) per donare virtualmente ai propri clienti, ai collaboratori o ai fornitori medicine, scorte di cibo o banchi da scuola per assicurare un futuro migliore a tanti bambini nei paesi in via di sviluppo. 

 

…avanti con il click a sito e buone feste a tutti!