Terra (Terraaaaaah!)

C'è Giulia che è una ragazza intelligente, mi piace quando scrive (scriveva, ora per lavoro lei ha rallentato ma devi riprendere, sappilo) e soprattutto è brava a suonare.
Poi è brava anche a coinvolgere le persone, tipo inizialmente mi ha chiesto se conoscevo un posto dove far suonare Terra Naomi e poi in pratica da dito ci ho messo un po' tutte e due le braccia.

E' una delle prime cantanti diventate famose grazie a Internet. Partita da una pagina su MySpace, Terra Naomi nel 2007 ha vinto il premio YouTube Video Award nella categoria miglior musica. Da lì è diventata famosa in tutto il mondo, poi ha collaborato con Elisa e bla bla bla. La storia di Terra Naomi è la dimostrazione che il Web quando vuole sa essere sanamente democratico e riconoscere persino le cose belle. Nata a New York, Terra cresce studiando pianoforte. Poi va in Michigan, dove studia l’opera lirica e casca nella droga, fino a che decide di non continuare nessuna delle due “attività”. Torna a New York, si compra una chitarra, scrive poesie e canzoni e va a suonarle in giro per l’America in piccoli locali, autofinanziandosi. Poi però Terra non ha più i soldi per girare gli Stati Uniti. Si inventa allora una cosa geniale e semplicissima: comincia un tour virtuale su YouTube, il “Virtual Summer Tour”. Ogni giorno accende la sua telecamera, ci si piazza davanti con la chitarra, e canta una canzone
C’è una canzone che la rende veramente famosa, ed è “Say it’s possible”: su YouTube è stata vista più di cinque milioni di volte, e conta ormai centinaia di cover. Poi andò anche a cantarla al Live8 di Londra. E cose così.

Terra Naomi arriva in Italia a fine mese e fa alcune date. Tipo il 23 a Milano, il 24 a Rimini e altre che potete leggere su Terrainitalia.it
E c'è la mia intervista a lei che sta prendendo forma, forse riusciamo anche a fare qualcosa di filmato, spero.

[io intanto sto sperando di collezionare almeno 4 interviste al Frequency: mi devono rispondere le equipollenti major in Italia e secondo me son tutti in ferie. Secondo me intervisto le famiglie coi bimbi al seguito e gli chiedo "come la vivi?"]

SAS

Conferenza Stampa Brunori SASCome parlare di un festival visto dall'altra parte per la prima volta. Boh, diciamo che Italiawave sarà particolare perché un misto tra la Festa del PD di Carpi e una zona allargata dove si fanno concerti.

Io ero lì a provare a vedere di essere capace nel fare interviste. Radionation è una cosa che non è un mestiere, ma è pur bello affinarsi se possibile in quello che si fa.
Il fatto è che non ho potuto fare niente. Avessi dovuto produrre concretamente qualcosa come del resto altri per lavoro hanno dovuto fare mi sarei dovuta autointervistare come una Stanis la Rochelle qualsiasi. Snervante. Tante ore per sapere che no, né Editors, né Ok Go, né Groove Armada sarebbero venuti per due domande. Neanche la loro badante. Nulla di nulla.
Un po' una tristezza. E ti cambiano i punti di vista anche da semplice fruitore delle 3 ore di musica e lavoro che c'è dietro. Di questo inizio ad amare tutto il lavoro preparatorio, che ti fa capire tante cose.

Questo signore qui accanto, oltre ad essere il sosia del mio amico Paco, è Dario Brunori. E ha fatto uno dei lavori italiani più belli dell'ultimo periodo. E quando (visto che è stato l'unico) ci ha concesso 20 minuti di conferenza stampa… beh, ci saranno dei video con un audio di una che ride, e quella che ride sono io.

Ormai temo le fanfiction su Matthew Bellamy che limona con Dom.

Share photos on twitter with TwitpicNon è una foto meravigliosa quella di BellDom (pare robe tipo BradAngelina) in quel della Lituania a fare shopping con la biciclettina e postare foto con i titoli delle canzoni dei Queen drin drin I want to ride my bycicle.

Che dobbiamo dire, care amiche e amici, secondo me nelle recenti foto su twitpic han tenuto da una parte il buon Cicciobello Wolstenholme un po' per sviarci: nel senso, lo mandano in giro a parlare ormai.
Infatti se anche voi leggete come me NME ormai non è Dom a parlare, non c'è Matt a fare ragazzo immagine (ormai in tutti i concerti con la pioggia tira fuori il suo kway trasparente come se dovesse ammortizzare la spesa e far vedere il glitterato sotto) ma no, si manda in giro l'inseminatore di Teignmouth.

In pratica Chris ha detto che sarebbero tentati di prendersi un periodo di pausa, ché in 12 anni di carriera al massimo è stato sei mesi (ci scappa il sesto figlio quindi!) e poi ha detto che sì, nel 2011 iniziano a lavorare al nuovo album. Quindi uscita nel 2012? Quindi teorie del complotto e Giacobbate ovunque? Maya? Reticoliani? Dai, scordati per un po' la puccerìa e pensa alla fine del mondo, su. Voglio un cd da ansia gastritica.

Chris poi alla fine, temendo le nostre macumbe sulla sua virilità (quelle di noi che sabato scorso festeggiavamo i nove anni di Origin of Simmetry, per dirvi) ha detto che insomma, ecco, c'è il mutuo, ci sono i figlioli ma scrivere per la saga di Twilight gli crea una certa acidità. Che è un po' la stessa supercazzola che ci disse all'inizio Bellamy, vergognandosi tantissimo ma pecunia non olet, che lui Twilight manco sapeva cosa fosse o cose. Poi lui invece si sbrodola del tutto con: "It's very difficult in America because you don't have anything like Radio 1, nothing is national. You have to take every opportunity you get over there, and sometimes you have to sell your soul. When we were in the studio writing it ['Neutron Eclipse'], one minute they said they wanted to use it in the end credits, then they said they wanted to use it in another scene. "Then it was another scene and in the end we were like, 'Do what you want with it, we don't care any more'."

Ossia, gli americani ci avevano bisogno di questo, perdonateci.
Del resto ricordiamo che gli americani non distribuirono OOS ché dissero che non avrebbe mai funzionato. Tutto torna. Poi dici che da piccina tenevi per l'Unione Sovietica.

Esistono quelle cose che sono i progetti solista e quelle cose che sono le collaborazioni.

Ora noi parleremo della prima cosa.

Ci stavo pensando ma non c'è mai stata un'annata così zeppa di progetti solista di individui di sesso maschile che appartenevano a band e poi ci tornavano ma si sceglievano così, un giretto. Mi vengono in mente tutti i progetti solista femminili non andati così bene. Per recuperarveli, a voi lettori di riviste estive, dirò quella un po' tigre che cantava Open your Eyes che tutti vi ricordate nei Guano Apes (Sandra Nasic) che alla sottoscritta garbava molto ma si è prodotta solo in un album piuttosto scialbo nel 2007, oppure una che dopo che la invitavano a tutti i Festivalbar ha deciso di rientrare nel gruppo (Skin) e ora macina molto di più nuovamente in reunion con gli Skunk Anansie. Per finire un'altra che continua a stare nei Garbage e parla da sei anni del progetto solista, ogni tanto regala un mp3 ma non fa uscire un cd (Shirley Manson)

Poi c'è una serie di fanciulli le cui band vengono da me seguite che sono usciti con una sequela di cd che -non tutti- non è che ci hanno dato 'sto granché.
Inizi da Julian Plenti, che è Paul Banks degli Interpol. Julian Plenti is… Skyscraper venne pubblicato circa ad Agosto scorso, e non mi spiego perché la critica lo asfaltò: non un capolavoro ma un buon album ben prodotto e con ottime tracce, e con una idea di fondo. Ossia quella che Paul è un figo della madonna che arriva con gli Intepol tutto tirato, algido e che se la tira abbestia, e invece Julian (che è anche il suo secondo nome) era il nerdacchione allegrotto in camicia da boscaiolo che sornione rideva e suonava. E limonava Emily Haines nel video -bellissimo- di Games for days.

'sta idea di fondo è mancata totalmente a due cd: quello del solo Julian Casablancas (che forse però così, tenendolo lontano dallo studio di registrazione dei The Strokes non renderà i brani tamarri), che sinceramente non capisco da dove parte della critica e dei direttori musicali delle stazioni radiofoniche tirassero fuori la preferenza (scialbo come cd, inutile, bastava il singolo) e il continuum di Kele con One more chance dei Bloc Party con il suo lavoro solista (che almeno va a riprendere molta elettronica degli anni 80 con Orbital e DSK). Perché diciamocelo, se sul cd non ci fosse scritto Kele Okereke: The Boxer non ci verrebbe in mente che questo non è un cd di una certa tamarrizzazione dei Bloc Party, anche perché anche a tematiche ci siamo quasi.

Simmetrico, spero al Plenti, ci sarà il debutto solista di Fran Healy dei Travis. Uomo che adoro e che ha un buon blog, per essere un musicista. Nel mio cuore spero che non possa deludermi e anzi che il lavoro sia più che soddisfacente, avendone letto ogni step. Però di quel che ancora non si conosce non si può parlare.

Poi la cosa che viene a parte è che finalmente ho le mani sul debutto solista di Gnecco e non aspettavo un cd così da The Resistance dei Muse, sebbene 4 canzoni già le conoscessi. Di Jimmy Gnecco qui se ne parla a iosa. Sono letteralmente conquistata dalla sua voce e ringrazio ancora uno dei miei migliori amici di avermelo fatto conoscere. Usando una perifrasi diciamo che se io dovessi immaginare la voce di Dio il candidato sarebbe Gnecco, il cui nome e cognome è scarsamente accattivante ma appena lo senti cantare ti chiedi come mai te lo eri perso. The Heart è un lavoro straordinario. Non che quelli con gli Ours non lo fossero, ma c'è un sentimento, una consapevolezza, delle basi che si sentono e rendono il disco imperdibile.

Dovrò raffreddarmi e scriverne una recensione. Le prime cose che posso dirvi è che è un acustico che suona così bene che sembra che tu abbia lui a cantare nella stanza. Tutti gli strumenti vengono suonati da Jimmy, così come tutte le canzoni sono state composte, suonate, arrangiate da lui. La canzone più debole dell'album paradossalmente è Days, che potrebbe avere però un buon impatto sul pubblico. I Heard you singing, che è la canzone dedicata a Buckley, è meno potente e urlata del passato, e mi lascia titubante… ma è in pieno inquadramento dell'album eh, che si discosta molto dallo Gnecco degli Ours, e quindi è un convincente debutto solista. La voce viene usata ancora spingendo di più sul falsetto, che si fonde con la chitarra, che si ferma prima di smaronarti.
Il bene che gli si vuole a sto ragazzo, anche se si è tatuato l'eurasia addosso e insomma, ecco, il braccio tuttonero fa molto cancrena.

Della declinazione dello Ian.

In pratica era la nascita di Curtis, nel 1956. Oltre alla nascita di tanti altri musicisti oggi eh, tipo il chitarrista dei Ramones. Ma oggi pensavo a una cosa, che è poi prodroma e propedeutica del lavoro non retribuito che faccio su Radionation: le interviste.

Ci pensavo perché ho collegato diverse cose: sarò il 22 a Italiawave e forse sentirò, se la faranno, la conferenza stampa degli Editors. Ho riletto alcune loro interviste in cui han detto no, noi non è che ci siamo ispirati ai Joy Division, noi siamo più verso i Cure perché boh ci garba quel sound lì. E ci piace andare a tentare nuovi sound, anche se poi boh, ci rendiamo conto solo quando suoniamo avanti alla gente se abbiam fatto bene e funziona.

A 'sto punto con 'ste risposte vorresti dirgli: ok, puoi darmi una risposta scevra dal paraculismo?
Come si dice paraculo in inglese?

Ok, questo è l'anno del Folk.

Voi tutti che tanto leggete internazionale siete dipendenti da Pitchfork. Io sono dipendente da NME, ognuno ha le sue. Il fatto è che Pitchfork avendo dei recensori che sono uomini e non altro a volte la fa fuori dal vaso. Per quello a me fa molto ridere chi questiona dicendo "oddio con una recensione negativa stroncherai la carriera a qualcuno". Se succede vuol dire che viviamo in una società/ambiente/cazzoneso di pecoroni. Ciò quindi non è colpa del recensore, che ti pone un suo quesito critico o quel giorno aveva i postumi di una sbronza e un pezzo da consegnare, ma tuo che non hai voglia di provare il tuo gusto.

Il fatto è questo: mentre l’anno scorso chiunque scrivesse un disco (scrivere un disco, toh, una figura retorica) ci metteva così, dell’elettronica a caso. Sono mode. Sono cose che insomma, o sono sperimentazione o se le fanno tutti è un po’ come il parmigiano nella pasta al tonno.
Quest’anno, bellino, va di moda il folk. Non ho capito l’incipit, l’eziogenesi, il moto iniziale. So solo che come vi dicevo sopra Pitchfork alla fine del 2009 aveva ascoltato l’album di questi ragazzini (ragazzi, coetanei) che si chiamano Mumford and Sons. E disse che insomma, affettava un po’ il belino. Ma siccome il pubblico albionico non è in fondo così coglione come noi, che basta che ci passino la Pausini e siamo tutti felici [perdìo, parlo della società reale: voi che leggete i blog non siete la società reale], gli ha dato delle possibilità. Ma questione di cultura che lentamente cambia anche da noi e da dei posti ai giovani a cui suonare eh. Tipo, in Italia, Brescia è una bella realtà musicale.

Ma torniamo al punto.
Se l’anno scorso l’album dove vegliardi facevano della buona new wave elettronica era quello dei Depeche Mode e tutti gli altri venivano al rincalzo quest’anno dal traino dei Mumford and Sons (non sapete chi sono? Ascoltate The Cave e andateli a vedere il 10 Settembre a Milano. Li ho visti al Covo, li rivedrò al Frequency -e tenterò la carta "offrimi una birra, ti marchetto sul blog" sebbene con voi perderò punti ma spero di guadagnarne con il viso d’angelo del chitarrista-) vengono un po’ tutti. Non dico quelli che per un modo o nell’altro sono vicini a loro (Laura Marling si limona Mumford) ma anche i primi della classe copiano.

Esempio: i Tired Pony. Peter Buck degli R.E.M. e Gary Lightbody degli Snow Patrol hanno dato il via a questo side project (che te dici: ormai o sono side project o progetti solisti. Quindi non basta il disco di Kele che pare anticipato dal singolo dei Bloc Party dell’anno scorso "One more chance" e via prosegue, pure Brandon Flowers doveva fare il disco da solista e sinceramente argh, tolto il video dove lui è tutto pieno di lividi e pestature e c’è la topona di turno) che sulla carta spacca, perché metti Tom Smith, metti Zooey Deschanel… cioè, sulla carta spacchi. Poi arrivo io che sento tutto il cd e sinceramente, sarà perché sto passando un bruttissimo periodo ma stavo per alzarmi e farmi un aerosol di gas: all’infuori di 4 canzoni il resto è un po’ una lucchettata ai coglioni. Fatta bene eh, per carità. C’è del lavoro, dell’ingegno, del suono ben orchestrato. Ma due coglioni. Cosa che dopo per riprendermi ho ascoltato i The National e ci ho visto il carnevaledelbrasile dentro.
Quindi no, non ve lo sconsiglio il disco dei Tired Pony ma come loro han detto "secondo loro il nostro sound non può conquistare l’America" io vi dirò "ascoltatelo da allegri, innamorati e con lo stipendio appena arrivato".
E rimettete su i Mumford.

Ma certamente ci sarà una spiegazione.

Tipo secondo me Dom si è conciato così visto che prima di lui all’Oxegen si è esibito ‘sto qui, vero?
Quella di Bellamy è più spiegabile: il clima in Irlanda non era dei migliori e si è messo su il primo impermeabilino disponibile (!) ma trasparente per far vedere il nuovo completo luccicanza Mon Cherì (ma cosa ha al cavallo?)

from an article in 04…

Matt: “What do you think of my dress sense?”

Dom: “(Laughs) Pretty sharp these days. As opposed to… shiny pants and glitter shirts.”
Matt: “Make-up, shiny trousers. Those were the good ol’ days. I miss all that.”

Quindi la maglietta coi teschietti era solo l'inizio. Figo.

Matthew Bellamy pianoIo sinceramente vi voglio bene, e qui se continuiamo così diventiamo il best spetteguless blog in tutti i luoghi in tutti i laghi del 2010 ai Macchiacosiblogawards.

Davvero, ormai mi perdo a leggere i commenti (scusate se non rispondo a tutti) però li leggo. E vi dico che se siete al Frequency ci scappa ‘na birretta. Una? Ehm, sì, sennò mi vengono le foto mosse. Coff.
Volevo dire che inoltre ad agosto per smorzare questo tono da lavandaie (tipo "ehi, il Maybelline 310 sembra viola, ma sulle unghie mi sembra bordeaux!") mi rimetterò a ricommentare canzoni dei Muse come ‘na volta. Ma non è colpa mia, è Mattiuccio nostro che ci fa la stella e io mi perdo dietro.
E comunque potremmo sempre fare il toto scommesse sul nome del 5 (quinto) figlio di Chris. Eh. Gli altri due fanno i giovinotti e invece quell’altro sposato sin da bimbo ogni volta che torna a casa mangia come un maiale da ammazzo e ingravida la moglie. Cioè.
Ora mi sto ricordando che anni fa una blogger storica, comasca, Arkangel, disse una roba tipo "non mi aspettavo che Bellamy stesse con una psicologa comasca… che ne so, me lo immaginavo tipo amante di Mercury", come molti vorrebbero che Matt e Dom fossero pucci, ecco.

[Io ad esempio, come sbaverei per vedere Tom Smith e Florence Welch assieme, sarei curiosa di vedere Gaga e Matt assieme da eoni. Sebbene non propenda molto per la musica di Lady Gaga l’apprezzo molto perché non è l’ultimo prodotto da reality ma una scema di per se che ha talento in quel che fa. Really. Eppoi, come si fa spinning con su Lady GaGa…]

Mie care, se vi ricordate Matt è un pallaro incredibile. O ha una memoria che fa cagare come me (ma sulle cose importanti, dai) o conta balle così, per prendere per il culo i giornali (esiste una vecchia intervista in cui lui auspica un diretto rapporto pubblico-artisti. Del resto pensando a "Mattiuccio, come hai conosciuto Gaia?" ci diede 4-5-6 opzioni diverse: dalla pesca assieme a Rimini, al bar a Milano. L’ultima è anche quella confermata dalla Polloni. Secondo me il nostro si diverte abbestia, poi sapete, secondo me è un po’ suonato (ma noi ci vogliamo bene uguale) ma esagera sempre per quella storia delle teorie della cospirazione, bla bla… cioè, ha le sue fisse, però boh. Non può essere così scemo. No? No.

Ad esempio, in questa intervista in cui dice ehi mi sono comprato una fattoria, dai, ecco:

Q: You will be on tour until November, have you got any plans what you will do afterwards?

A: Yes I will become a farmer. I recently bought a farm in England. I love to be outside in the nature. That’s where I can calm down and recreate myself.

Q: You are becoming a farmer? The serious way, with cows and sheep?

A: Yeah, two weeks ago I bought 15 sheep and when I get back there will be 10 cows as well as some pigs and goats.

Q: And after that there will be Muse-Cheese?

A: Heeey, that would be a good idea and from the sheep wool we will make Muse hoodies (laughing). I really have to think about that, until now I only bought the sheep because there’s a lot of land to the farm which is quite not even and very difficult to cut the grass. That’s what they’re mainly for, to eat the grass.

Certo.

Quindi la cosa secondo cui (non ti sei firmata, non riesco a ringraziarti!) ci sarebbe oltre all’incontro con Goldie Hawn (la mamma di Kate Hudson, quella che in La morte ti fa bella ci aveva un buco tanto nello stomaco nella locandina, per capirci) anche sto brillocco teschiettoso è un po’ ‘na fregnaccia, perché preso in stock con altre robe da un’asta. Però qui lo tacciono.
Ricordiamo che incontrò anche i Polloni e Gaia disse che i suoi genitori non erano molto felici di avere un genero musicista, signora mia. Ma sta cosa di incontrare i genitori a me angoscia, non so voi. A meno che tu non sia a un mese dalle nozze.

Comunque Bellamy dice di stare con la Hudson (ora lo dicono tutti, mica solo noi) e glielo chiedono ovunque. E lui avrebbe detto, mangiandosi le parole, e peggiorando anche la dizione della erre -e per questo ci voglio bene-, che è una gran donna.
[poi ci sono articoli tipo questo in cui dicono che a Parigi siano usciti a cena con quel manzo di Bradley Cooper e Renee Zellwegger, e a me vien da ridere pensando ai 20cm di altezza di differenza tra Cooper e Bellamy. E vedere nel link scritto "showbiz" mi fa ridere il doppio. Ok, smetto.]

Ok, ma se fai altre canzoni tipo pucci pucci ti tengo per la manina sei la mia stellina io ti strozzo.

Il fatto che si riduca in burletta il genio di Bellamy, uomo per la cui musica sbavo da un decennio, mi fa leggermente incazzare. Ma poco eh.