Auf ghet's, pack ma's.*

Prendiamo che ad esempio il professor Sgnafraus, ordinario di Salcazzide applicata mi prendesse a lato dopo una lezione:
"Oh, Fiorini, sto esame non lo passa…"
"Maremma guasta, e perchè?"
"Lei ha un mutuo."
"Embè?"
"Dico, è inconcepibile. Qui c’è gente che sta ancora in casa coi genitori e lei se ne va a vivere da sola…?"
"Ma porca l’oca in patè, ma se mi faccio due tube di falloppio tante… ma poi… che c’azzecca la Salcazzide applicata col mio mutuo? Lei mi giudichi se so la Salcazzide, che le frega se poi vado a rubare alle vecchine in bus…."
 
Prendiamo un esempio.
Sì, una cosa speculare a quella sopra, che riguarda ambiti simili ma dissimili.
Un uomo che ti fa pensare che Reggio Emilia non ha prodotto solo gente allegra e guascona ma anche dei frantumapalle.
"Oh, Camillo, come la va?"
"Bene. Senti, hai deciso per chi votare?"
"Mannò, pensavo se farmi benedire la gola con l’olio santo il giorno di san Biagio, che essendo patrono degli otorinolaringoiatr…."
"No, guarda. Non ti do indicazioni su chi votare. Però scegli quelli che tutelano la famiglia…"
"Mmm, fammi pensare… Berlusconi è divorziato, Casini è divorziato… mmm, quindi seguo Fassino?"
"No, guarda. Sarebbe meglio anche che queste questioni… con quegli speculatori… uuuuh…"
"Mmm, Casini è sposato con Azzurra Caltagirone il cui padre…"
"No guarda… poi è uno schifo come in Italia trattano il Mezzogiorno, le infrastrutture…"
"Ecco, quindi la Lega non va votata. Ci sono."
"E poi insomma, quei senzadio della UE."
"Eh, signora mia, son davvero cose…. Ma allora sta benedizione per la Candelora si fa più? Ti ricordi il detto Camì, no? Per la Candelora dell’inverno semo fora ma se piove e tira vento nell’inverno semo dentro… Quindi una segnatina con l’olio santo sulla gola, dopo c’ho da fa’ radio…"
"Quando ci sono le elezioni?"
"Quelle per il chirichetto?"
 
 
Chi vuole intendere intenda. Mi manca il duello Don Camillo-Peppone. Almeno quello era genuino.
 
*"damose da fa", in bavacrucco.

Who really cares anymore?

Ormai spaccio notizie.
 
A lei ho passato la notizia del suo Fab Moretti con la Drew.
 
A lui una di una ricerca sugli ormoni.
 
A voooi vi dico che domani sera si va in onda al solito su radionation con Radiosglaps. Son davvero cose. Ah, se probabilmente il palinsesto sarà  libero vi farò ascoltare dalle 20:45 circa un pezzo di Viva Radio due con Alex del Piero ospite da Fiorello. Il link però per il file mp3, qualora lo vogliate, è da Rigagnolo.
 
Ah, se volete lasciare suggerimenti, temi, cazzate varie o se Berlusconi vuole essere ospite in radio io sono disponibile. Tanto ho tre ore tre da gestire.
 
Il titolo del post è profetico. Lo so.

Capitan findus, il sorriso che c'รจ in te.

 Alla fine poi la nebbia non era tantissima quando ho scattato la foto. Ma mi son trovata fuori Parma oggi a guidare con una visibilità che si estrinsecava raggiungendo solo il cofano della mia macchina o al massimo captava col campo visivo gli stop della macchina avanti. Mi stava venendo da piangere. Ho resistito solo perchè non avrei avuto i fazzoletti a portata e pulirsi sul dorso della mano non è una mossa alquanto furba. Ma che più della nebbia a me sta fottendo alla grande il freddo eh. Oggi sono stata costretta a farmi allungare un paio di guanti perchè sentivo così freddo alle mani, prima di mettermi a correre, che mi faceva addirittura male la porzione di pelle sotto le unghie (che al solito stanno crescendo in maniera sovraumana. Ma come le parrucchiere prendono i capelli lunghi tagliati…. le manicure acquistano le unghie tagliate? ci farei dei denari eh…). Non mi era mai capitato così, di solito io sono lo scaldamani della compagnia, tutti e tutte vengono a disgelarsi le mani da me prendendo le mie piccole e innocenti a mo’ di calorifero… ecco, sto invecchiando.
Poi lo sa solo la Ari in che frasi da lady mi produco quando il freddo ottenebra (…) i miei neuroni.
 
Che poi -reprise- qui è il primo anno di nebbione della pupazza ladra. Per dire, io ho visto più nebbia nella confluenza tra valdichiana e valdorcia che qui in valpadana.
 
Ma perchè scrivo post alle 2 di notte?

Filippo Corridoni.

Insomma, chi è venuto almeno una volta a Parma ed è stato accompagnato da giovini studenti sa già di cosa si tratta. Esiste una statua appena passato il Ponte di Mezzo, là verso la zona Oltretorrente. Conosciutissima da tutti gli studenti visto che lì sotto vi si snodano le linee dei bus 7 e 14, che servono tutti i licei e le scuole superiori parmigiane nonchè prolungano il loro cammino fino al Campus universitario. Solo che quasi nessuno sa a chi è dedicata, ‘sta statua.
 
Eggià, perchè questo ominide bronzeo che troneggia infisso sopra un monumento marmoreo di chiara costruzione del Ventennio si protende in uno spasmo dei dorsali e in una iperestensione vertebrale tale da farlo nominare "l’inculato". Così con codesto nomignolo ci si riferisce alla sua statua.
"Ci vediamo sotto l’inculato" detto a Parma non indicherà una vostra iniziazione alla visione di alcune pratiche sessuali ma una indicazione alternativa che vi inviterà a raggiungere Piazza Corridoni, da cui poi si snodano via Bixio e via D’Azeglio.
 
Ma chi era Filippo Corridoni? Un sindacalista rivoluzionario. Arrivò a Parma dalla natia Macerata per organizzare gli scioperi dei braccianti. Dopo una serie di eventi (collaborò all’Internazionale, il quotidiano) arrivò nelle trincee Carsiche. Il 23 ottobre lì in quelle trincee si levò proprio dopo la fine di un combattimento urlando a gran voce a braccia alzate: "Viva l’Italia". Dovete capire, lo presero per il piattello di turno e lo sforacchiarono ben benino. Morì da eroe e si prese il soprannome di "arcangelo sindacalista", da una parte osannato dalle file fasciste rendendolo un esempio di condotta ma c’è da segnalare che nel 1922 le "Legioni Filippo Corridoni" contesero Parma ai fascisti, combattendo contro di loro insieme agli "Arditi del popolo" e alle squadre armate comuniste, repubblicane, anarchiche e socialiste. Insomma un casino.
Ecco, magari essere proteso a braccia aperte ma non con uno slancio tipo lago dei cigni alla Cagnotto forse gli avrebbe risparmiato anni di memoria alternativa.

Il plastico.

Son problemi, signora mia.
Ora si viene a sapere che chi ha la televisione in camera non solidarizza con l’altro occupante di letto scambiandosi calore corporeo e fluidi.
Eh, una volta, qui c’era tutto prato. E quando non c’era la tv si facevan più figlioli, signora mia.
Quelli che non hanno in camera da letto l’elettrodomestico difatti non leggono l’ultimo libro di Faletti, ma si dimenticano di bofonchiare al partner: "Amò, c’hai i piedi che paiono du’ ghiaccioli" "Senti te questa, che pari ‘na grattugia, fatte ‘na ceretta.". Ennò. Codeste coppie che non hanno la tv limonano e passano al resto ben il doppio delle volte degli altri che guardano la domenica sera assieme sul cuscino il treno dei servizi di Controcampo.
 
Oh, è tutto scritto qui. Nero su bianco. Alla fine posso anche crederci ma… ecco, insomma, mi stonano du’ cosette.
Ad esempio: quali programmi conciliano sesso? Io una volta sapevo che la tensione accumulata durante la visione di ER poi si sfogava in orizzontale (no, non l’ho provato):
 
I PROGRAMMI – Promossa a pieni vota «Porta a Porta», che – salvo le puntate con rissa politica – ha un effetto inibitorio solo sul 3% delle coppie. I film violenti inibiscono i maschi nel 47% dei casi, mentre i film d’orrore bloccano lei nel 56% dei casi. Distraggono dal sesso anche i reality show (il 33% delle coppie con tv in camera). «Mentre un talk show non richiede un’attenzione continuativa, i reality esigono una particolare attenzione per la trama e i personaggi – dice Serenella Salomoni -. È significativo che sia gli uomini (32%) che le donne (30%) ammettono di preferirli a un rapporto sessuale». Anche documentari e trasmissioni culturali mal si conciliano con la libido, ma secondo lo studio, più che essere un freno inibitorio, a quell’ora sembrano conciliare il sonno nel 42% dei casi.
 
Ecco.
Ora te tu mi spieghi…
Quando Vespa non ha da slinguazzare Berlusca (con Apicella) in studio parla quasi sempre di Cogne. Quasi esclusivamente di Cogne. Ora, mi spiegate cosa ha di afrodisiaco il plastico della villetta di Cogne? Oh, non ci vedo simboli fallici né visioni voluttuose. A me ad esempio istiga alla violenza.
Del resto neppure il maglioncino del professor Crepet mi arrapa. Oh, che posso farci…
 
INCHIESTE – Non così per le inchieste giornalistiche, soprattutto sul tema sesso. Secondo il rapporto incentivano il desiderio soprattutto negli uomini. Lo speciale del Tg Uno «Tv7», che ne realizza almeno una a settimana (sul porno, la prostituzione, lo scambismo, il mondo trans) è la trasmissione «afrodisiaca» più citata dagli uomini (23% dei casi). Più pericolosa – sul piano erotico – l’attualità. In primis il tema guerra, che spegne l’immaginario erotico delle coppie nel 89% dei casi.
 
Ecco, qui sorge un altro dubbio. Triffo mi ha detto che l’inqudratura tipo mareggiata alla Lucignolo gli provoca mal di mare. Avranno mica scambiato il travelgum per il viagra?

RealFranTV.

Salve.
 
Devo segnalarvi alcune cose. La prima è che nelle case difronte alla mia (la mia casa e della Banca, diciamolo) si sta propagando un incendio. I solai sono in legno… Ho già avvisato i Vigili del Fuoco, sì. Ma c’è un puzzo che mi costringerà a cucinare il mezzo quarto di agnello stasera con la finestra chiusa. Vivaddio che ho le scale e quindi zone ove propagare gli odori pur rimanendo in casa mia.
 
Seconda cosa: esistono delle fotine della vostra sglapser con la fiaccola olimpica. Queste fotine non verranno divulgate. Per i curiosi: avevo il giaccone da spedizione in Antartide con i cani e i pinguini (Triffo anche) inclusi. Il berretto sulla testa… insomma, è la mia faccia photoshoppata all’omino michelin con la fiaccola olimpica e il cartonato della Mole sullo sfondo. Non vi conviene. Ah, e nella prima ero anche venuta con gli occhi chiusi, proprio niente voglia…
 
Terza cosa: l’animazione in piazza era tenuta da uno che parlava come Amadeus. Io però ho notato dei loschi figuri irlandesi con le birrozze al seguito e conciati con dei riccioli verdi meravigliosi. Ho una foto di sfuggita, scusate ma stavo lavorando eh, dovevo mantenere della dignità sebbene io giri sempre con la fotocamera… Ah, massima solidarietà ai volontari della protezione civile di Parma. Quei due in cima a via Saffi alle ore 19 stavano già in semiassideramento e la fiaccola era ancora ferma al Tardini. Sotto il comune invece c’erano dieci persone con uno striscione anti Tav e anti metrò leggero. Sì, poi per entrare più nel clima delle olimpiadi invernali c’era un freddo becco (tranquilli, ho due canottiere, il maglione da neve, il giaccone pesante, il berretto e la sciarpa. Niente guanti che mi danno noia.
 
Si sentono le sirene in sottofondo eh.

Insomma.

Stai qui a Parma da… quattro sant’Ilario, festa del patrono della città e solo quest’anno scopri che quello che vedevi accadere intorno al 13 gennaio ha un perchè:
 
  • Quei dolcetti a forma di scarpetta non erano dettati da un improvviso sbrocco o amore dei pasticceri nei confronti di Cenerentola. Ennò, in veritate quelli sono i dolci di Sant’Ilario (un po’ come il 30 novembre, a Viterbo, per Sant’Andrea, si è soliti regalare pesci di cioccolata ricordandosi dell’attività peschereccia del santo). Il perchè di quella curiosa forma è presto spiegato da una simpatica leggenda. Si narra che un giorno d’inverno Ilario, vescovo di Poitiers, passò per Parma con ai piedi un paio di scarpe vecchie e rotte. Un calzolaio molto povero gli fornì aiuto e la mattina dopo trovò le vecchie scarpe lasciate da Ilario trasformate in oro. 
  • Tu, la “scarpetta di Sant’Ilario” (un biscotto colorato, a forma di scarpa, con la glassa o il cioccolato a ricoprirlo) non l’hai ancora assaggiato perchè andando nel luogo di tentazione (il forno delle signore in via Repubblica verso piazzale Vittorio Emanuele, ad esempio) preferisci delle similzeppole ripiene di marmellata, crema, cioccolato o crema al limone.
  • I parmigiani il 13 si murano in casa. Gira più gente ad Agosto o a Natale.

Fossi in voi…

ItalianPsyco chiude per cause di forza maggiore (che mi ha spiegato davvero gentilmente in mail e lo ringrazio, io sotto sotto c’ho un cuore e dei sentimenti e ci rimango pure male). Devo dire che mi dispiace parecchio, anche perchè mi piaceva il suo modo di scrivere il cazzeggio.
 
A sto punto visto che la gente a cui metto il link o chiude o non aggiorna più… mmm, porterò mica un po’ di sfiga?
 
[A mia parziale discolpa devo dire che la Ari lo aveva linkato tre giorni fa, quindi in questo caso al massimo c’è concorso di colpa. Ah, un bacione ad Annina-Thursadaynext che mi fa gli anni. Smackete.]
 
P.s. Qualcuno mi convinca a smetterla con l’mp3 delle Sugarbabes. Lo ascolto in loop da due ore. Aiuto. Salvatemi. Lo canticchio anche. Soccorso.
Aggiornamento: mi è scappata una erre in più (forse per compensazione, salcazzo), si chiamano Sugababes. La cosa bella è che la orientale delle tre, che mi stava sul cavolo e aveva anche le gambe brutte, se ne è andata. Che bello.

L'aria di Torino.

Alla facciazza delle Olimpiadi e delle Alpi vicine.
Oggi a contatto con l’aria giandujotta mi ritrovo due occhi rossi come se avessi fumato nonsochè, la tosse e la gola secca.
 
Mi sono presa il lusso di confrontare Parma a Torino. Lo so, non c’è storia ma ora capisco anche che oggi respirando mi son fumata un pacchetto di Malboro…
 
P.s. Alle 6 e mezza ho il treno al Lingotto. Che belli i collegamenti su rotaia…

RIS e dintorni.

Non capisco.
 
Ci sono due grossolani errori nel secondo episodio della fiction nazionalpopolare di codesti giorni.
Anzitutto magari fare della scuola di dizione agli attori sarebbe una mossa molto furba. In alcuni tratti stento a capire, per la recitazione protomucciniana degli attori, le battute pronunciate a mach III.
Seconda cosa. Facciamo una fiction sul reparto scientifico di investigazione. Scientifico.
 
"Capitano, qui dietro alla testa c’è del sangue raggrumato…"
 
RAGGRUMATO????
Ma io non dico neppure del sangue del maiale che si è raggrumato. E dire che sono piuttosto terra terra quando non ho dei prof avanti (oddio, anche lì..), non ti dico di chiamare la testa "nella parte occipitale del cranio" ma almeno usare il termine "coagulato". Almeno.
Non dico che dobbiamo parlare tecnici come a CSI, ma un minimo. Un minimo…
 
Ah, poi. Quando si investe una persona non si possono avere solo frattture al radio e all’ulna. Dove è che impatta il cofano dell’auto? Bravi, ci siete arrivati anche voi.
Qui è come fare una fiction in polleria (eh, di questi tempi, signora mia) e scambiare la faraona per la gallina, tanto c’ha le stesse piume. Quasi.