LELO svela i sexy trend del 2018: dalla realtà virtuale al “pegging”

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Nel 2017, sulla scia delle informazioni rilevate dalla Global Sex Survey di LELO, sono state delineate una serie di tendenze in ambito sessuale considerate, sino ad ora, taboo; ad esempio, l’esplorazione delle varie sfaccettature del piacere prostatico e una migliore comprensione delle complesse dinamiche relazionali, dall’amore multiplo all’integrazione dello smartphone nelle camere da letto.

Il panorama della sessualità sta cambiando ed è probabile che ci vorranno altri anni affinchè le placche tettoniche dell’identità di genere, della sessualità e dell’uguaglianza si stabilizzino. Di seguito, ecco quindi i primi 5 trend sessuali che dipingeranno questo 2018!

1. Rispetto e Consenso
L’aperta discussione delle accuse di molestie sessuali ha permesso alle donne di difendere il proprio corpo e spazio personale, in una cultura moderna prettamente maschilista. L’auspicio è che gli scandali sorti nel 2017 rappresentino un vero cambiamento epocale negli atteggiamenti, e che il 2018 incoraggerà sempre meno ostilità e sempre più consenso e rispetto.

2. Sex Toy Sonico
Il 2017 è stato l’anno nel quale LELO ha lanciato SONA, un innovativo stimolatore clitorideo che utilizza le onde soniche invece delle tradizionali vibrazioni per portare l’orgasmo ad un nuovo livello. Adesso è il momento più eccitante della storia dei sex toys e SONA si posiziona all’avanguardia: un ”giocattolino” assolutamente da provare.

3. ”Pegging”
Il ”Pegging”, l’atto in cui l’uomo riceve sesso anale da una donna attraverso l’uso di un dildo allacciato alla vita o alla lingerie, ha riscosso negli anni sempre più consensi, formando una nicchia di fanatici dell’attività. Il 2018 potrebbe essere l’anno in cui si abbattono i taboo e il pegging si fa largo nell’intimità delle camere da letto profumate di vaniglia, allo stesso modo come fece il massaggio prostatico nel 2016.

4. Stampa 3D per Sex Toy moderni
La tecnologia è sempre più concreta e pratica, e il 2018 strizza l’occhio anche a piccanti digitalizzazioni. La stampa 3D è una vera rivoluzione: infatti è possibile semplificare i processi di progettazione e stampa degli oggetti. È questione di tempo per immergersi letteralmente nella propria fantasia grazie alla tecnologia 3D!

 

5. Realtà Virtuale
Una delle aree tecnologiche più innovative è la realtà virtuale, che dopo molti anni di false partenze e scarso interesse, è improvvisamente esplosa e ha gettato le basi per una rivoluzione nel modo in cui ricaviamo piacere e interagiamo con uno stimolo sessuale.

Lettera dalla città di Stoccolma

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Oggi, la città di Stoccolma insieme a Visit Sweden pubblica una lettera aperta che invita gli amanti, i discepoli e gli esitatori a venire a visitare Stoccolma – una città unica nel suo approccio all’ apertura e all’ accessibilità. Trasformando in azione le parole della lettera aperta, la città sta anche inviando inviti a potenziali visitatori attraverso i social media.

Stoccolma, la capitale svedese situata su 14 piccole isole, è famosa per la sua vicinanza alla natura, il boom della scena tecnologica, la moda fluida di genere, la colorata comunità LGBT e il premio Nobel. L’ unica cosa che veramente fa risaltare la città a livello internazionale sono i suoi valori progressisti: Stoccolma è una città per tutti.

In uno spirito di apertura, l’ Ente per il turismo della città, Visita Stoccolma, si è unito alla sua controparte nazionale Visita Svezia, per pubblicare una lettera aperta indirizzata a “amanti, omaggiatori ed esitatori”. La lettera aperta è il modo della città di accogliere il pubblico globale in una città costruita sull’ idea di una società inclusiva e aperta, con al centro la democrazia.

Karin Wanngård, sindaco di Stoccolma, ha elogiato l’ iniziativa:

Sono dietro la lettera aperta e l’ iniziativa di andare oltre le nostre linee della città per dare il benvenuto ai visitatori e scoprire ciò che Stoccolma ha da offrire come destinazione – siamo una città dove tutti sono inclusi “, ha detto.

L’ idea che tutto debba essere accessibile a tutti è nel DNA di Stoccolma. I cittadini di tutto il mondo sono curiosi di conoscere la Svezia e Stoccolma in relazione ai nostri valori di uguaglianza, sostenibilità, accessibilità e molto altro ancora. Crediamo che l’ apertura sia una delle cose che ci separano “. ha dichiarato Thomas Andersson, CEO di Visit Stockholm.

Estendere l’ invito online

Trasformando le parole in azione, Visit Stockholm e Visit Sweden hanno deciso di dare seguito alla lettera aperta inviando inviti a persone che hanno citato Svezia e Stoccolma su piattaforme online come Instagram, Facebook, Twitter, Reddit, WeChat e Weibo, e anche il campo commenti del New York Times.

Sappiamo che i viaggiatori che visitano la Svezia e Stoccolma sono curiosi di saperne di più sui nostri valori e lo stile di vita svedese, e tutto ciò che ne deriva. I nostri visitatori vogliono esplorare una società aperta e convinta che tutto debba essere accessibile a tutti, dal congedo di paternità al buon design e l’ accesso alla natura. Questa mentalità democratica si riflette anche in questa iniziativa pratica per invitare le persone sui social media a venire qui “, ha dichiarato Ewa Lagerqvist, CEO di Visit Sweden.

La “Lettera Aperta” è pubblicata su www.visitstockholm.com/open-letter e sui social media, ed è accompagnata da uno scatto su https://youtu.be/AyF3rs9Q5ks girato a Stoccolma lo scorso agosto. Il video presenta veri e propri turisti in diretta per le strade di Stoccolma e segna l’ inizio dello sforzo della città per mostrare e comunicare i valori della capitale svedese.

Leggere la lettera aperta qui sotto:

Non sa chi sei, da dove sei venuto, da chi hai votato, per cosa implica il tuo cognome, se sei un ribelle o conservatore.
Non so chi ami, cosa non riesci a sopportare, se sei ricco, povero o un po’ in mezzo. Se sei uomo, donna o un po’ in mezzo.
Non so nemmeno come ti senti su di me. Se mi amate, odiatemi o se non avete fatto la vostra mente. Siete comunque i benvenuti, proprio come lo siete voi, con i vostri sogni, le vostre convinzioni, dubbi e preconcetti.
Perché questo è ciò di cui sono fatto. Apertura. L’ idea che tutto debba essere accessibile a tutti. Nessuno deve essere escluso o abbandonato. È in ogni battito cardiaco; la costante aspirazione a sfidare l’ esistente per trovare nuovi modi migliori.
Mi chiedo quindi come sia il design democratico? Come si fa a rendere sostenibile la moda? Come sarà il gusto del cibo per le generazioni future? La musica potrebbe essere resa disponibile in nuovi modi? Che cosa serve per rendere la natura veramente accessibile a ciascuno?
Non so chi sei, ma mi piacerebbe conoscerti meglio. Sono alimentato da nuove idee e influenze provenienti da tutto il mondo.

Allora perché non venite a trovarmi presto? Considerate questo come il vostro invito aperto, siete sempre i benvenuti qui: sinceramente, Stoccolma – La città aperta

Secondo un’ indagine Monocle, Quality of Life Survey 2017, pubblicata nel giugno 2017.

International Tango Torino Festival | mille ballerini per la 18° edizione (dal 29 marzo al 2 aprile)

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Torino torna a ospitare la magia del ballo più sensuale del mondo grazie all’International Tango Torino Festival, giunto all’età della maturità con la 18° edizione. Dal 29 marzo al 2 aprile, la città si trasformerà in una grande milonga ricca di appuntamenti durante i quali ballare, imparare e assistere alle esibizioni dei più talentuosi tangheri del mondo.
Ideatori e direttori artistici del Festival sono da sempre Marcela Guevara e Stefano Giudice, ballerini di fama mondiale che ogni anno portano nel capoluogo piemontese i migliori maestri in circolazione e appassionati del tango provenienti da tutto il mondo. Nella sua lunga storia, infatti, l’International Tango Torino è diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti di questa passionale danza. Un evento conosciuto a livello internazionale che combina in maniera impeccabile qualità della proposta artistica e didattica, capacità organizzativa e attenzione all’ospite e alle sue esigenze.
Strutturato intorno a stage e seminari di studio, il programma del festival si articola in feste, milonghe e spettacoli teatrali che vedranno la partecipazione dei migliori ballerini e musicalizadores sulla scena mondiale.

Le straordinarie coppie di danzatori saranno presentate giovedì 29 marzo al Teatro Nuovo nello spettacolo di apertura, Tango y mas nada. Uno show coinvolgente ed emozionante durante il quale Sebastian Arce y Mariana Montes, Claudia Codega y Esteban Moreno, Facundo Pinero y Vanessa Villalba, Leandro Oliver y Laila Rezk – insieme ai padroni di casa Marcela e Stefano – si esibiranno in sensuali coreografie per trasportare il pubblico nello splendido mondo del tango. La serata di apertura continuerà con la Milonga di Apertura al Club Almagro in Via Perugia 20, dove a partire dalle 22.30Dj Horacio scalderà gli animi con la sua musica.

Venerdì 30 marzo si taglierà il nastro della 18° edizione con la tradizionale Fiesta de Bienvenida. Una festa nella sede storica dell’ITTF, l’8 Gallery, che anche quest’anno si trasformerà in una grande milonga in cui più di mille ballerini potranno muoversi fino all’alba sulle note dell’orchestra Ensemble Hyperiond e di Dj La Ros, seguendo i passi di Sebastian Achaval y Roxana Suarez, Carlitos Espinoza y Noelia Hurtado.

Sabato 31 marzo sarà la volta della Milonga Pomeridiana. La musica di Dj Mauro Beradi accompagnerà i ballerini dalle 17.30 alle 20.30 presso il Tech NH Hotel al Lingotto. La serata continuerà all’8 Gallery con il Gran Baile de Gala. Dj SuperSabino animerà una notte di rara sensualità ed eleganza grazie alle esibizioni di Sebastian Arce y Mariana Montes, Esteban Moreno y Claudia Codega, Facundo Pinero y Vanessa Villalba.

Domenica 1 aprile dalle 18 alle 21 si tornerà a ballare nella Milonga Pomeridiana con Dj Alfredo Petruzzelli presso il Tech NH Hotel. A partire dalle 23, la Gran Fiesta de Pasqua ospiterà le esibizioni di Javier Rodriguez y Fatima Vitale, Leandro Oliver y Laila Rezk che si muoveranno sulla musica dal vivo dell’Orchestra Tango en vivo e di Dj SuperSabino.

Lunedì 2 aprile il Festival chiuderà il sipario sulla 17° edizione dando appuntamento all’anno successivo. Dalle 15.30 Dj Sergio Chiaverini riscalderà l’ambiente alla Milonga pomeridiana presso ilTech NH Hotel. La festa si sposterà alle 21 al Club Amagro che ospiterà la Fiesta de Despedida. Un’ultima occasione per ballare tutti insieme e darsi appuntamento al 2019.

Immancabile è la proposta didattica. Marcela y Stefano e tutte le coppie di maestri guideranno tutti gli iscritti alla scoperta del tango, insegnando la tecnica e l’armonia di coppia, i fondamenti musicali del ritmo e la melodia, il giro con enrosques y contragiri. Imparare i passi seguendo i migliori tangheri del mondo è un’occasione imperdibile per tutti i ballerini che ogni anno partecipano numerosi ed entusiasti ai corsi che sempre più spesso registrano il tutto esaurito con larghissimo anticipo.
Si comincia venerdì con Las Divinas del Tango, il seminario pensato per tutte le donne che potranno apprendere le tecniche del movimento e della postura, la qualità degli abbellimenti, la femminilità con l’aiuto di quattro tra le maggiori esponenti femminili del Tango Argentino: Mariana Montes, Roxana Suarez, Claudia Codega e Vanessa Villalba. Tutto dedicato agli uomini è, invece, il seminario Los Reyes del Tango. Sebastian Arce, Sebastian Achaval e Facundo Piñero guideranno gli iscritti nell’apprendimento della tecnica maschile, del movimento, della camminata, del segnale alla donna, con un’attenzione particolare all’interpretazione della musica. Torna il Seminario de Tango Salon: un’occasione imperdibile per vedere da vicino e confrontarsi con Sebastian Arce y Mariana Montes, Esteban Moreno y Claudia  Codega, Javier Rodriguez y Fatima Vitale, Sebastián Achaval y Roxana Suarez, quattro tra le migliori coppie di questo genere di danza. Altra novità della 18° edizione è ilSeminario di coreografia, con i maggiori esponenti del Tango show, coreografi di compagnie rinomate nel mondo, Sebastian Arce y Mariana Montes, Facundo Pinero y Vanesa Villalba e Leandro Oliver y Laila Rezk.
Non mancheranno le classi per i principianti che potranno frequentare lezioni gratuite tutti i giorni dalle 20 alle 21 nelle date indicate per imparare i primi passi e farsi travolgere dalla “pasion tanguera”.

Mareyeurs: Africa, Europa dei migranti e responsabilità. Il documentario di Matteo Raffaelli in gara in Francia al 31° FIPA

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31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz (Francia)

In gara per Audience award competition l’italiano
Matteo Raffaelli
con

Mareyeurs
Produzione Ocean Film di Francesco Congiu

Tra etica del consumo e politica globale, commercio massivo e consumo incontrollato, filiera produttiva africana ed Europa dei migranti, la storia del mareyeur senegalese Ibrahima

In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita del 80% a causa dello sfruttamento dei mari e ogni giorno si lotta per una vita migliore, lontano dal proprio paese. Di chi è la colpa?

Trailer disponibile su: https://vimeo.com/232982371

Un quadro inedito della cultura africana, la sua economia e il suo relativo tessuto sociale, dell’Europa dei migranti e dell’impatto che azioni di commercio massivo e consumo incontrollato possono avere sul sistema globale e nella vita di tutti i giorni, partendo dall’esperienza di un mareyeur senegalese, per arrivare fino a noi. È questo Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli, prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu, in gara a uno dei più autorevoli festival di audiovisivo internazionali, il 31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz (Francia), il 23 e 25 gennaio 2018. Coproduttore del docufilm è HF4 di Marco Del Bene.

Selezionato tra oltre 1300 proposte giunte da tutto il mondo, il documentario dell’italiano Matteo Raffaelli parte dalla storia di un giovane mareyer senagalese, Ibrahima, per toccare temi universali, tra etica del consumo e politica globale, per offrire un quadro inedito del commercio ittico intercontinentale, legato alle migrazioni, e un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. Qui il trailer: https://vimeo.com/232982371

Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla costante diminuzione del suo reddito, matura in lui l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. ”Mareyeurs” mette in luce il faticoso quotidiano di questo giovane senegalese, portavoce di tutti coloro che, come lui, sono alla ricerca di migliori condizioni di vita. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Luis.

Dalla lotta del singolo, alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un paese, dall’iper consumo del pesce, al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.

Ad accompagnare il viaggio emozionante di Mareyeurs, in un Senegal raccontato con intelligenza e perizia dal regista italiano Matteo Raffaelli, si uniscono le musiche di Marco Del Bene e Roberto Procaccini e una fotografia in grado di mostrare attraverso quadri cromatici d’impatto e mai banali la bellezza di un mare e un territorio che incontrano le sfumature del cielo africano e la battaglia quotidiana per una vita dignitosa.

In gara il 23 e 25 gennaio 2018 al 31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz (Francia), Le Mareyeurs è il primo lungometraggio prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu.

MATTEO RAFFAELLI uscito dal Fandango Lab, è autore e regista di documentari. Dal 2005 ha realizzato documentari in Italia e all’estero in collaborazione con Minimum fax media, RAITRE, Rai Storia, Ocean Film, Art Project e Revolver Film.

Tra i suoi lavori principali: “A quattro mani” documentario con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli prodotto da Daniele di Gennaro per RAITRE e presentato in anteprima alla Fiera del Libro di Torino; la trasposizione televisiva per RAI TRE di “Memorie di Adriano”, celebre spettacolo con Giorgio Albertazzi tratto dall’omonimo romanzo di Marguerite Yourcenar, trasmesso anche da SKYARTE e uscito per il gruppo L’Espresso – La Repubblica, prodotto da Minimum Fax; coautore con lo scrittore Fabio Genovesi del soggetto del film “Faccio un salto all’Avana”, distribuito da Medusa Film; “La linea del Pasubio” con Peppe Servillo, prodotto da Marco Nereo Rotelli distribuito da Cinecittà Luce, presentato al Festival di Taormina del 2016 e in onda su Rai Storia. 

OCEAN FILM è una società di produzione audiovisiva basata a Dakar, nata con l’intento di produrre documentari e film che mettano in luce la relazione tra la cultura africana, la sua economia e il relativo tessuto sociale. Nel dicembre 2015, il regista Matteo Raffaelli inizia il lavoro di ricerca sulle attività di pesca tradizionale in Senegal. Con l’appoggio del fondatore della società, Francesco Congiu, nasce il primo progetto di Ocean Film: ”Mareyeurs”. Documentario che tratta del costante esaurimento del pesce nell’oceano. Fatto che non comporta solo un impatto ambientale ma anche sociale, economico e politico. L’intento del film è quello di far capire quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.

HF4 è una società di comunicazione e marketing digitale impegnata nel mondo dell’editoria e dell’entertainment su molteplici attività basate su una strategia che unisce contenuti, tecnologia e distribuzione. Mareyeurs nasce dalla sinergia con OCEAN FILM nell’obiettivo di dare il via a un nuovo percorso, dedicato alla progettazione e produzione di audiovisivi, supportato da una nuova business unit preposta a questo scopo.

Calze della befana? No! Calze Babette della Marbet Due

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Buona Epifania a tutti :) nella nostra tradizione questo è il giorno che ricolleghiamo alle calze… e quindi perché non parlarne? Io e la mia babette soft ai piedi vi salutiamo caramente.

Vi avevo già parlato di Marbet due e delle sue soluzioni per reinverdire i capi e dargli una seconda vita.

Marbet Due è un’azienda di Gragnano Trebbiense (PC) che produce e commercializza articoli per la merceria in Italia e diversi paesi europei. I prodotti sono Made in Italy e tutti di altissima qualità.

Le Babette sono tra i prodotti commercializzati dalla Marbet Due, e come vi dicevo ne esistono di diversi tipi: le Babette soft sono morbidissime calze, ideali da indossare a casa nelle stagioni fredde, le minicalze sono o termo (che donano un piacevole tepore grazie alla loro esclusiva struttura in 60% lana e 40% seta) o salvacollant (avete quei collant figosi da 20-30 euro e il terrore che si rovinino con le scarpe? Ecco il vostro salvatutto!)

Menzione d’onore alle Babette sport: “fantasmini” da attività sportiva fatti di costina elasticizzata. Danno la massima traspirazione, fascia antiscorrimento, morbida spugna per proteggere il piede dove è più esposto alle sollecitazioni e morbido cotone traspirante e lavabile in lavatrice.

E sì, niente male pure le Free, da usare in casa ;)

 

I prodotti Marbet si possono acquistare nei Marbet Point che sono mercerie specializzate oppure si possono acquistare online nei Marbet Point Online, ecommerce in partnership con Marbet, certificati dall’azienda per assortimento, prezzi e tempi di consegna. A questo link si può scegliere il Marbet Point più vicino o l’ecommerce preferito: http://blog.marbetdue.eu/dovetrovoiprodottimarbet

Jumanji: Benvenuti nella Giungla

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Quattro ragazzi scoprono una vecchia consolle e si ritrovano catapultati nel videogame ambientato nella giungla, assumendo le sembianze dei rispettivi avatar, interpretati da Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan. Quel che scoprono ben presto è che Jumanji non è semplicemente un gioco e dovranno affrontare la più pericolosa avventura della loro vita o resteranno intrappolati nel gioco per sempre. Curioso? Ecco Jumanji: dai un’occhiata al trailer QUI.

Il film è già uscito il 1 gennaio ed è l’evoluzione del vecchio Jumanji gioco da tavolo che qui si evolve in videogame. Tra i protagonisti ci sono quell’uomo meraviglioso di Jack Black, che apprezzo anche musicalmente, e la mia icona Karen Gillian. Non vedo l’ora di andarlo a vedere!

Importante il “body swap” ossia dei ragazzi che si ritrovano in altri corpi, nei panni dei personaggi del videogioco, con loro punti di forza e debolezza e ciascuno di loro ha delle skill specifiche che consentono all’intero team di sopravvivere alle insidie di Jumanji e non restare bloccati nel gioco (hanno solo 3 vite a disposizione). Resta come nel vecchio la meccanica degli indovinelli in rima. Controlla tutto sul sito ufficiale 

Ma c’è un bonus per voi: su Facebook l’app vi consente di giocare a dei minigame realizzati ad hoc e se l’intera squadra di amici partecipa ed effettua il punteggio più alto potrà aggiudicarsi un viaggio in Thailandia. Scoprila qui.

Guido Strazza protagonista alla Ca’ d’Oro

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La Ca’ d’Oro propone un prestigioso omaggio a Guido Strazza per i suoi imminenti 95 anni. Lo fa in occasione della donazione di un nucleo di oltre 40 opere – 12 dipinti e 36 opere grafiche – che l’artista romano, da sempre “veneziano di adozione”, ha deciso a favore della Galleria Giorgio Franchetti.
Si tratta di un nucleo di lavori molto specifici di Strazza, da lui dedicati prevalentemente alle geometrie dei Cosmati, gli abilissimi marmorari romani che nei primi due secoli dopo il Mille impreziosirono con opere di assoluta maestria chiese e palazzi, attingendo a più antichi modelli veneto bizantini.
Ad unire la Cà d’Oro, Guido Strazza ed i Cosmati c’è la figura di Giorgio Franchetti.

“In questa mostra, un grande artista e un grande collezionista sono uniti, a distanza di un secolo, da due fattori comuni ad entrambi: il mecenatismo e la passione per i marmi antichi”, sottolinea Claudia Cremonini, Direttore della Cà d’Oro e co-curatrice della Mostra.

Franchetti si cimentò direttamente in uno degli edifici simbolo di Venezia, la Ca ‘ d’Oro, da lui acquistata e donata allo Stato nel 1916. Strazza fu attratto dai pavimenti musivi delle basiliche romane negli anni della seconda guerra mondiale.

Realtà, simbolo e astrazione si fondono, combinati dalla passione per le pietre pregiate, accanitamente raccolte da Giorgio Franchetti, tra Roma, Firenze e amorevolmente da lui rimontate nel pavimento della Ca d’Oro; contemplate, copiate da Strazza in anni difficili, di armonia perduta, e rielaborate decenni dopo, tra gli anni Settanta e Ottanta: geometrie colorate riaffioranti nella memoria e dall’anima.
L’interesse di Strazza per i Cosmati muove da quell’incunabolo di ispirazione che fu il Futurismo: da lui conosciuto con la guida di Filippo Tommaso Marinetti.
Le ruote di porfido con le fasce circolari dovevano essere familiari a un aeropittore, che fu davvero pilota di aviazione. Le riflessioni su movimento, spazio e luce, il rapporto con le altre arti,  in particolare la musica, sarebbero stati sempre al centro della riflessione di Strazza, dei suoi segni, sia pittorici sia grafici, e partono da quella giovanile e precocissima esperienza.

“Con Guido Strazza per la Ca’ d’Oro – sottolinea Daniela Ferrara, Direttore del Polo Museale Veneto e co-curatore della Mostra – si ripropone al pubblico una genuina relazione tra arte antica e arte moderna. Un sincero rapporto d’amore tra l’icona’ architettonica, già attualizzata da Giorgio Franchetti agli inizi del Novecento, e l’opera di Guido Strazza, nella sua ideale e moderna prosecuzione di pensieri senza tempo”.

Nell’occasione dell’esposizione del prestigioso corpus di opere di Guido Strazza, Claudia Cremonini ha deciso di proporre al pubblico, in un suggestivo dialogo tra opere antiche e contemporanee, un nucleo di testimonianze dei maestri lapicidi alto medievali, patrimonio del Museo veneziano. Non solo i celebri pavimenti cosmateschi, dunque. Ma anche, in rapporto diretto e formalmente stringente con alcuni pezzi della donazione, frammenti lapidei, ceramiche, elementi architettonici della stessa Ca d’Oro, o inseriti in essa dal Barone Franchetti, che, nella loro maggioranza, non sono mai stati esposti al pubblico.
“La mostra – sottolinea il Direttore della Galleria – rende evidente l’assonanza tra la produzione qui esposta di Strazza, i”Segni di Roma”, e le “Pietre di Venezia” della Ca’ d’Oro e, in particolare, con  due delle meraviglie per essa ideate da Franchetti: la Cappella del Mantegna, rivestita da preziosi marmi venati, e il mosaico pavimentale dell’atrio. A ribadire il rapporto dialettico tra modello originario e creazione di opere nuove di cui Ca’ d’Oro stessa è oggi testimonianza”.

Informazioni e Prenotazioni 

T. +39 041 5200 345 www.cadoro.org www.facebook.com/MuseoCadoro

Memoria e Progetto GUIDO STRAZZA PER CA’ D’ORO. Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro (Cannaregio 393); 10 dicembre 2017 – 8 aprile 2018 . Orari: Lunedì: 8.15 – 14 (chiusura biglietteria alle 13.30); martedì – domenica: 8.15 – 19.15 (chiusura biglietteria alle 18.45), chiuso il e il 1 maggio
Trasporti: da Piazzale Roma o Ferrovia vaporetto linea 1, direzione Lido, fermata Ca’ D’Oro (circa 10 minuti); da Piazza San Marco vaporetto linea 1, direzione p.le Roma, fermata Ca’ D’Oro (circa 20 minuti)

Alexander Iolas, una leggenda dimenticata.

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La mostra “Call for Iolas’ House” a cura di Stefania Briccola, Leo Guerra, Cristina Quadrio Curzio – prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese – è dedicata alla villa-relitto del leggendario gallerista Alexander Iolas (Alessandria d’Egitto, 25 marzo 1907 – New York, 8 giugno 1987).
Alexander Iolas fu il primo direttore artistico della Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Refettorio delle Stelline di Milano- e colui che commissionò ad Andy Warhol il dipinto “The Last Supper” – oggi in collezione Creval – ispirato dal capolavoro di Leonardo da Vinci situato proprio di fronte alla Galleria.
La villa, costruita fra il 1965 e il 1968 ad Agia Paraskevi ad Atene con il contributo di svariati architetti e con la consulenza degli stessi artisti, nelle intenzioni del suo proprietario doveva diventare un museo vivo dedicato all’arte contemporanea, ma oggi è solo un monumento dedito all’assenza e al declino: dopo la morte improvvisa di Iolas, dapprima l’importante collezione di opere d’arte contemporanea e antica, poi le partizioni ornamentali con gli arredi interni ed esterni, sono stati sottratti e vandalizzati.
La mostra che prende avvio in Sicilia, a Palazzo Costa Grimaldi ad Acireale (Catania), dal 15 dicembre 2017 sino all’inizio di marzo 2018, focalizzerà la triste ed avvincente storia della villa attraverso le testimonianze di alcuni artisti e galleristi che vi hanno lavorato o risieduto occasionalmente (tra cui Novello Finotti, Fausta Squatriti, Marina Karella, Renos Xippas..), accresciuta dai racconti del suo biografo ateniese e di altre figure, italiane ed internazionali, appartenute a vario titolo alla ‘scuderia Iolas’ nel secondo dopoguerra, oggi assurte al ruolo di personalità della cultura e delle arti sulla scena internazionale.
Il titolo “Call for Iolas’ House” suggerisce un monito e contemporaneamente una richiesta.
La speranza dei curatori è quella di focalizzare l’attenzione del pubblico attorno a un autentico sito archeologico della contemporaneità attualmente non riconosciuto, tracciandone al contempo una prospettiva di rinascita come luogo di scambio e di produzione della cultura del contemporaneo.
La storia dell’arte contemporanea è passata da Villa Iolas e dal suo leggendario fondatore, mercante e collezionista.
Al suo interno furono sistemate, in forma quasi sempre complementare allo spazio architettonico e all’affascinante giardino attico che la circonda, opere di Warhol, Ernst, Brauner, de Saint Phalle, Tinguely, Takis, Fontana, Finotti, Karella, De Chirico, Berrocal, Mattiacci e numerosi altri protagonisti delle avanguardie del XX secolo, della Pop Art e del Nouveau Réalisme. La perdita, certo definitiva vista la dispersione commerciale e lo smembramento, della collezione Iolas avvenuta negli ultimi trent’anni, impone al progetto espositivo due percorsi: quello dell’esposizione di una serie di opere ‘di confronto’, esperibili nelle collezioni private internazionali e nella collezione del Credito Valtellinese e quello della ricostruzione scenografica di selezionate installazioni artistiche della villa, attraverso il re-made dei capolavori perduti.
In quest’ultimo intervento la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha voluto coinvolgere allievi ed insegnanti dei licei artistici di Giarre, in provincia di Catania, e di Morbegno in provincia di Sondrio, sedi nelle quali il Gruppo Credito Valtellinese opera commercialmente.
In mostra anche un video originale con le testimonianze di personalità che furono vicine a Iolas. Dal suo biografo Nikos Stathoulis, ad André Mourge, che fu suo compagno di vita, ad artisti come Marina Karella, Fausta Squatriti, Novello Finotti. Ma anche testimonianze di chi lavorò con lui e di semplici “uomini della strada” che, nella Atene di oggi mostrano l’oblio in cui sembra essere caduto “Alessandro il Grande”, uno dei mercanti più famosi al mondo di cui nessuno ha sentito parlare. E con lui, la sua mitica casa in Agia…


Coordinate mostra

Titolo
CALL FOR IOLAS HOUSE 

Sede
Galleria Credito Siciliano Piazza Duomo, 12 – Acireale

Durata
15 dicembre 2017 – 4 marzo 2018

Inaugurazione
giovedì 14 dicembre ore 19, Galleria Credito Siciliano

Orari e ingressi
Galleria Credito Siciliano

da mercoledì a domenica 10.00 – 12.00 \ 17.00 – 20.00
aperture straordinarie su prenotazione

chiuso lunedì e martedì
INGRESSO LIBERO

Informazioni
Coordinatore area Sicilia – Filippo Licata tel. +39 095.600.208

licata.filippo@creval.it
Galleria Credito Siciliano

tel. +39 095.600.208 | galleriearte@creval.it – www.creval.it

La Scozia di Sherlock Holmes

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125 anni fa è stata pubblicata la prima raccolta di racconti di Sherlock Holmes e il resto è storia.

Sabato 14 ottobre ha ricorso il 125° anniversario della pubblicazione della prima raccolta di racconti di Sherlock Holmes, Le avventure di Sherlock Holmes. Scozia, come luogo di nascita dell’ autore Sir Arthur Conan Doyle, è il luogo ideale per seguire le orme del famoso detective, con tour dedicati e la possibilità di esplorare il più ampio patrimonio letterario della Scozia.

Nel 2004 la capitale della Scozia, Edimburgo, è stata designata la prima città della letteratura dell’ UNESCO. Sir Arthur Conan Doyle è nato a Edimburgo nel 1859, la bellezza della città ha fornito l’ ispirazione perfetta per la sua scrittura. La Scozia è anche il luogo di nascita di altri giganti letterari come Irvine Welsh, Robert Burns e Ian Rankin. Con un pedigree così letterario, date un’ occhiata a cosa c’ è in serbo per gli amanti della letteratura e gli aspiranti detective in Scozia quest’ autunno.

Prendete uno Sherlock Holmes o un tour letterario

Il vero tour a piedi di Sherlock Holmes reale

Fate un passo indietro nel tempo fino a Edimburgo vittoriana, e unitevi a Sherlock Holmes in un magico tour a piedi per scoprire la storia nascosta e i luoghi dimenticati in cui la leggenda Holmes è davvero iniziata. Scopri come, da giovane studente di medicina, Arthur Conan Doyle ha incontrato l’ uomo che avrebbe ispirato l’ idea di un nuovo tipo di detective immaginario, e visitare la statua di Sherlock Holmes sul Picardy Place, e sito della nascita di Arthur Conan Doyle.

Prezzo del biglietto: Da € 16,00 (16+)

Holmes Page

Il tour letterario Edinburgh Pub Tour di Edimburgo

Nel 1996 questo pluripremiato tour è stato il primo tour letterario lanciato a Edimburgo. Le guide vi condurranno in un fantastico e spiritoso tour attraverso i wynd, i cortili e i pub della Città Vecchia e Nuova di Edimburgo.

Prezzo del biglietto: Da € 12,00

www.edinburghliterarypubtour.co.uk

Principali eventi letterari

Festival del libro di Wigtown, Dumfries e Galloway

22 settembre – 1o ottobre 2017

Ogni autunno migliaia di persone scendono su Wigtown a Dumfries e Galloway per assistere al festival letterario più iconico della Scozia. Il pluripremiato festival ha più di 250 eventi e attività per tutte le età durante i suoi 10 giorni di funzionamento.

Ulteriori informazioni su: wigtownbookfestival. com

Festival internazionale scozzese di narrazione della storia, in tutta la Scozia

20 – 31 ottobre 2017

Godetevi dodici giorni di eventi di narrazione a Edimburgo e oltre.

Questo festival dimostra come l’ arte tradizionale della narrazione sia più che mai vitale nel connettere le persone in tutto il mondo, attraverso culture, luoghi e generazioni, con una vasta gamma di spettacoli, laboratori, conferenze ed eventi per bambini.

Ulteriori informazioni su: tracscotland. org

Festival letterario di Dundee

18 – 22 ottobre 2017

Questo festival universitario di cinque giorni, che celebra le parole e le idee e i libri, è cresciuto in dimensioni e portata fin dalla sua prima apparizione. Ora, oltre 50 eventi – come ad esempio lanci di libri, proiezioni e workshop – sono stati organizzati per persone di tutte le età.

Ulteriori informazioni su: literarydundee. co. uk uk

Luoghi letterari iconici

Monumento Scott, Edimburgo

Situato nel cuore della capitale scozzese Edimburgo, il magnifico Monumento Scott fu costruito dopo la morte di Sir Walter Scott nel 1832. La città si è riunita per concordare un monumento adatto a ricordare questa eccezionale figura letteraria scozzese.

edinburghmuseum. org. uk

Luogo di nascita di JM Barrie, Dundee e Angus

Visita il luogo di nascita di J M Barrie, autore, drammaturgo e creatore del personaggio molto amato Peter Pan. Fu qui che trascorse i suoi primi anni, crescendo immerso nelle tradizioni della piccola comunità tessitrice e trovando ispirazione in tutto ciò che lo circondava. nts. org

Museo della città natale di Robert Burns, Ayrshire

Godetevi una visita al museo e godetevi un tributo del 21° secolo a Burns. Ospita la collezione più importante del mondo di opere originali e oggetti personali di Burns, in un edificio luminoso e moderno. burnsmuseum. org

Lo sapevi? Fatti letterari:

La stampa e l’ importazione di libri sono state saldamente affermate in Scozia quando Androw Myla e Walter Chepman di Edimburgo, nel 1508, crearono la prima tipografia.
C’ è un’ area’ quartiere della letteratura’ di Edimburgo che contiene la Scottish Poetry Library, Scottish Storytelling Centre, Scottish Book Trust, Canongate Books, The Writers Museum, Makars Court e la National Library if Scotland.
A Edimburgo ci sono più di 50 librerie, che vanno dalle catene agli indipendenti, dall’ antiquario all’ usato. Alcuni di questi includono la Libreria Città Vecchia, McNaughton’s Bookshop e Galleria e Faro.
Il Monumento Scott è il più grande monumento di uno scrittore al mondo. Ricorda Sir Walter Scott.
Per informazioni sugli autori scozzesi e sulla letteratura, si prega di visitare il sito:

visitscotland. com/see-do/attrazione/arts-culture/scottish-literature/

I castelli scozzesi: scopriteli!

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Con ricerche* che rivelano che quasi la metà (49%) degli inglesi non ha mai visitato un castello scozzese, VisitScotland sta incoraggiando i visitatori ad imbucarsi nei castelli.

La ricerca – che si conclude con l’ Anno 2017 della Storia, del Patrimonio e dell’ Archeologia – rivela anche che la Casa Vacanze della Regina, il Castello di Balmoral, è il secondo castello più conosciuto della Scozia (53%) dopo l’ iconico Castello di Edimburgo, che l’ 80% degli inglesi conosceva.

Il castello di Dunrobin a Sutherland è stato votato il castello più romantico** con oltre un quarto (29%) dei voti, seguito dal castello di Crathes nel Aberdeenshire (16%) e dal famoso castello di Eilean Donan nelle Highlands (12%).

Sul lato opposto della scala, il castello di Slains a Peterhead è stato votato come il più probabile per essere ossessionato con quasi un quarto di voti (22%), seguito da vicino dall’ iconico castello di Dunnottar vicino a Stonehaven (19%) e al terzo posto, il castello di Brodick (12%) su Arran.

Il miglior castello scozzese è stato assegnato a Edinburgh Castle con oltre un terzo dei voti (39%) davanti a Stirling (5%), Urquhart (2%) e St Andrews Castelli (2%).

Sette persone su dieci (72%) hanno dichiarato di voler pernottare in un castello durante le vacanze in Scozia, una buona notizia per circa 145 castelli convertiti in hotel in tutto il paese.

In totale, si ritiene che la Scozia abbia circa 3000 castelli, rovine e siti documentati. Di questi, circa 1050 sono solo siti, compresi quelli in cui è stata costruita una casa sul sito di un precedente castello e circa 825 sono in piedi rovine. All’ ultimo conteggio, circa 660 erano in uso (casa privata, hotel o luogo di matrimonio) e circa 469 erano aperti al pubblico, anche se alcuni solo per un paio di settimane ogni anno.***

Aberdour Castle in Fife e Castle Sween in Argyll sono considerati due dei più antichi castelli in piedi databili in Scozia, risalenti a circa 1200 e il castello più giovane in Scozia si pensa sia il castello di Carbisdale, che è stato costruito nel 1907.

Dai siti Patrimonio dell’ Umanità agli edifici tutelati, dalle tradizioni culturali ai nostri miti, storie e leggende, l’ Anno 2017 della Storia, del Patrimonio e dell’ Archeologia ha celebrato 270 eventi in tutta la Scozia e una ricchezza di attività tra cui laboratori, concorsi e nuovi prodotti sviluppati in occasione della celebrazione dell’ anno.

Malcolm Roughead, VisitScotland Chief Executive ha detto:

I castelli sono parte integrante della storia e della cultura scozzese. Dai grandiose castelli di Stirling ed Edimburgo ai fascino remoto di Eilean Donan e Castle Stalker – c’ è qualcosa di unico e speciale in ogni singolo e ognuno ha la propria storia significativa da raccontare.

La storia e la cultura scozzese sono una delle ragioni principali per visitare la Scozia. Dai siti Patrimonio dell’ Umanità ai monumenti antichi, dalle tradizioni culturali ai nostri miti, storie e leggende – l’ Anno 2017 della Storia, del Patrimonio e dell’ Archeologia ha messo in luce alcuni dei nostri più grandi beni e icone e le nostre perle nascoste.

Ognuno dovrebbe avere l’ opportunità di sperimentare un castello scozzese nella loro vita, quindi tutti noi incoraggiamo tutti a fare della sua missione – sacchettare un castello scozzese e un Munro in visita qui “!

Per scoprire di più sui castelli della Scozia, visita:

https://www.visitscotland.com/blog/attractions/top-scottish-castles/

Se non diversamente specificato, tutte le cifre sono fornite da YouGov Plc. La dimensione totale del campione era di 2194 adulti. Il lavoro sul campo è stato svolto tra il 16 e il 21 febbraio 2017. Il sondaggio è stato effettuato online. Le cifre sono state ponderate e sono rappresentative di tutti i GB adulti (di età superiore ai 18 anni).

Agli intervistati sono stati mostrati scatti promozionali di castelli per decidere su più romantici e più ossessionato cercando.

***Stime statistiche basate su varie fonti, con l’ aiuto di www.clansandcastles.scot

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