We know everything about you, and we know where you live, and we know where you live.

Kaizers Orchestra – On the The Road to Spektrum from Kaizers Orchestra on Vimeo.

I Kaizers Orchestra sono una delle band più fighe d’Europa. Non si sono mai concentrati sul nostro paese, dove credo li conosciamo in dieci o meno. Questo è un documentario sul tour del decennale di carriera dell’anno passato (Janove mi disse che c’era stato un contatto per farli suonare a Milano e poi non se ne fece più nulla: vi prego amici, portatemeli) sottotitolato in inglese. Vi ricordo che se vi fate menate su “oddio non so il norvegese” lo stesso cantante mi ha detto, in un’intervista che sbobinerò chissà quando, che anche i suoi connazionali non capiscono del tutto la parte dialettale che usa per cantare. Ma la musica, quella parla benissimo: sono eccezionali.

A breve vi consiglio di recuperare tutta la trilogia di Violeta Violeta.

Once a year.

[ragazze, vi voglio bene]

Vorrei parlare di un comportamento antropologico molto strano che si verifica una volta all’anno.

Si narra che una volta all’anno le femmine della specie Homo sapiens si radunino in una strana usanza. Cosa spinga questo misterioso essere tutti gli anni lo stesso giorno, con precisione il giorno 8 del terzo mese dell’annuario legale, a tenere questo particolarissimo comportamento in completo disaccordo con il loro usuale “modus operandi” è tuttora un mistero.

Durante la giornata gli uomini si mostrano cortesi (stranamente) con le donne, presentando loro talvolta dei ciuffetti di fiori globosi gialli, le donne rispondono positivamente a tale usanza mostrando di gradire tutto ciò con amorevoli convenevoli.

Ma la vera trasformazione degli esseri femminili della specie Homo Sapiens si mostra le sera circa alle ore 21.00.

La fase preparatoria è acuta, infatti il loro aspetto fisico muta notevolmente, dal normale abbigliamento jeans con magliettina del pomeriggio l’abito si trasforma in: Minigonna di pelle ascellare, reggicalze tipo “film la chiave di Tinto Brass”, stivale di pelle nera modello caporale nazista sadomaso, e trucco da porno star ungherese anni 70’.

E e se il proprio compagno fa notare che tutto ciò forse è un attimino eccessivo gli viene risposto: “ma amore, per una volta all’anno che esco da sola!!”

Sovviene spontaneo il pensiero:  “Ma… porca trota, a me basterebbe che ti vestissi così in camera da letto ogni tanto invece che trasformarti in un puffo di 50 chili indossando un mega pigiamone felpato tutte le volte che varchi la soglia di casa!!”

Una volta Varcata la soglia le donne continuano la loro metamorfosi. Da esseri eterei, esili, ben educati, quasi angelici, si trasformano in un incrocio fra uno zappatore e Gian Piero Galeazzi. Si radunano in branchi assetati di sangue e danno vita a un rituale ancestrale inspiegabile, prima si cibano di cibi a loro inconsueti, praticamente dopo un anno di dolcificanti e zucchine lesse scondite, quella sera mangiano come camionisti, bevono 12 litri procapite di birra e a volte, si dice, che ruttino pure !

Più tardi si recano in locali dove, nella normale esistenza, non si recherebbero mai, e si ritrovano ad ululare sotto un palco, a degli omaccioni anabolizzanti in perizoma leopardato frasi del tipo “ ollellè, ollalà, faccelo vedè, faccelo toccà !!” Può accadere addirittura che, in preda all’eccitazione e ai 12 litri di birra, qualche esemplare esuberante salga sul palco e salti addosso al fusto perizomato inscenando una specie di rituale di accoppiamento, urlando frasi del tipo: “ abbono !!! dammi il matterello(*) !! che non te lo rendo prima di una settimana !” fino a che non viene trasportata a braccia a prendere una boccata d’aria.

Una volta esaurita la carica ormonale (e i 12 litri di birra ) le femmine fanno ritorno a casa, e alla domanda del compagno: “ allora vi siete divertite??” rispondono con: “Niente di speciale, amore, le solite cose, una pizza, e 2 chiacchiere con le amiche, insomma due palle….” Il compagno ignaro con la sua vestaglia di flanella addosso, e il telecomando in mano pensa: ” Vabbè, sia stato quel che è stato, per una volta all’anno…” felice che almeno sia tornata a casa, e non sia scappata con un Cubano dalle chiappe d’acciaio.

(*)matterello
Dal dizionario Garzanti:
Sillabazione/Fonetica [mat-te-rèl-lo]
Etimologia Deriv. del lat. mata°ris ‘giavellotto’, voce di orig. gallica
Definizione region. mattarello, s. m. lungo cilindro di legno levigato che si usa in cucina per spianare e assottigliare la sfoglia di pasta.

Se non l'avessi scoperto per lavoro, il Red Bull Stratos…

Ammetto che scrivo di là ed ho scoperto tutto questo perché ci lavoro: ma sul sito di Red Bull Italia potete conoscere cosa sia la capsula Red Bull Stratos e quella che sarà l’impresa dell’austriaco Felix Baumgartner. Vi anticipo solo che la Missione Red Bull Stratos porterà il famoso atleta autore di imprese estreme Felix Baumgartner ad oltre 120,000 piedi, oltre i limiti dello spazio tentando il record di caduta superando il muro del suono. Figatissima, lo seguiremo.

Er mejo der tu' condominio.

M83 live at Magazzini Generali, Milano[potrebbe essere sottotitolato con the importance of being abroad, perlomeno maccheronicamente]

La cosa è molto semplice: eravamo io e ggggiovane conduttore radio della notte lì ai magazzinigenerali per intervistare ‘sti due artisti. Vi dico subito che quello italiano, Porcelain Raft – Mauro Remiddi, mi somigliava in modo impressionante a uno dei miei fu prof di Biochimica.  Cristo, vedere il sosia di uno che ti ha sbomballato i maroni per mesi con introni, esoni, malattie genetiche e menate proteiche con una birretta in mano e pronto a suonare la chitarra ti fa pensare ad altro mentre ci parli. E lui invece si è concentrato sulla mia mimica facciale: ormai più indirizzata a seguire idiomi esteri (fate caso ai tedeschi, gli inglesi e i francesi come compensano il loro non gesticolare con le faccette e otterrete me) ma non me la faceva notare nessuno da quando ho postato un paio di miei video qui sulla internet. E poi era reduce da sei ore d’auto (e 35 con ggggiovane conduttore radio), e al tredicesimo minuto -mentre altri parlavano sotto come se si stesse contrattando il pesce- mi dice “ma io dovrei fare il soundcheck” “ma io avevo finito, infatti”.

Cielo.

Sapete: sono questi i momenti in cui vorresti cancellare l’mp3 che hai prodotto e fottertene. Ma l’amor proprio ci manca.

Dall’altro versante dissi la mattina in un ufficio “no, perché alle 16 intervisterei emcatrevantruà” “chi?” “… cercalo su google, scrivi M ottantatrè” “ma certo che lo conosco, come l’avevi detto tu?”, ed eccolo lì che lo vedo seduto ad aspettarmi e lo intervisto per primo. Bassino, tutto busto come direbbe mia nonna. Sopporta anche la mia dimenticanza delle batterie (“scusa, mi rendo conto che non sia professionale ma mi sono dimenticata di cambiarle…” “ma figurati, siamo qui seduti”, dice) e inizia a raccontarmi un po’ tutto, parlando inglese senza quella fastidiosa cadenza francese che gli resta un po’ sempre, ai transalpini. Fluido, dalle cose sue al disco. Lui che dice “ok, nella bassa Francia ero il migliore, ma adesso sono in America, e a Los Angeles non sono nessuno. Questo è uno stimolo” abbinato a “Ho 31 anni, non sono ancora giovane”. A 31 in Italia si è ancora piccini, gli ribatto. Si sorride. Potrebbe sembrare una battuta, in effetti. Continue reading “Er mejo der tu' condominio.”

Quest'anno che progetti hai?


Quest’anno che progetti hai? È questo lo slogan che promuove in tutte le parrocchie italiane il concorso I feel CUD, giunto alla sua seconda edizione. L’iniziativa della CEI si rivolge ai giovani tra i 18 e i 35 anni e ai loro parroci, e la partenza è prevista per il primo marzo 2012.


La novità principale rispetto all’anno passato è il taglio del concorso che vuole promuovere in particolare l’imprenditorialità dei giovani, oltre a sensibilizzarli sui temi del sostegno economico alla Chiesa. I ragazzi che parteciperanno all’iniziativa infatti sono chiamati a ideare un progetto di utilità sociale per la propria comunità parrocchiale e concorrere alla vincita di un contributo economico per la sua realizzazione (da un minimo di mille euro fino a un massimo di 29.500 euro).
 
Per partecipare basta creare una squadra e iscriversi sul sito www.ifeelcud.it con il consenso del parroco. Raccogliere in busta chiusa le schede allegate ai Cud e portarle ad un Caf sul territorio e poi caricare online il Progetto ideato e un Video che illustri l’idea che si intende realizzare.

Esistono cinque categorie di vincita: per ognuna verrà premiato il progetto considerato più meritevole da un’apposita giuria. Inoltre è previsto anche il “premio del pubblico” di € 1.000. per il miglior video. Lo vincerà il video che riceverà il maggior numero di voti dagli utenti online.


Notizie più dettagliate sono presenti sul sito ufficiale del  concorso www.ifeelcud.it  dove è anche possibile, già da ora, iniziare ad iscrivere la propria squadra.

Una bella occasione per le parrocchie, per i giovani e gli anziani. Un’occasione in cui partecipare diventa già una grande vittoria. Le schede CUD che verranno consegnate ai Caf permetteranno infatti di sostenere l'8xmille e i tanti progetti che la Chiesa cattolica porta avanti in tutto il mondo per chi ha bisogno.

Articolo sponsorizzato

Fate attenzione perché davvero noi che si fa medicina ci facciamo delle pare assurde.

Ti insegnano che le parole si disperdono nell’aria manco fossero un peto.

Anzi, quest’ultimo, in molti casi, tende a disperdersi più lentamente di aggettivi e avverbi vari. Il punto però è che le parole volano in modo molto diverso a seconda dei segni di interpunzione che le accompagnano. L’altro punto però è che se hai modo di leggere i segni di interpunzione significa che non di verba che volant stiamo parlando, ma di scripta che, in quanto tali, manent. E allora tutto quello che ho scritto finora perde di senso o, per lo meno, fornisce la giusta impressione che abbia preso la questione un po’ alla larga.

In realtà cercavo solo il solito modo simpatichino di iniziare il post per introdurre, poi, l’ennesima classificazione della mia vita. Molto old style di quelle che noi i blog li abbiamo iniziati e ora qui è tutto corporate. Ma la classificazione ora, nella fattispecie, è relativa alla punteggiatura e alla diversa percezione del mondo che è in grado di favorire.

Così accade che un banale “a presto” in chiusura di una mail assuma, nella mente di personaggi ciclotimici a causa dello studio della medicina nonché da un lustro di depressione e odio per il genere umano, una serie di connotazioni impazzite di significato legate ai segni grafici che lo seguono. Vediamo nel dettaglio. Continue reading “Fate attenzione perché davvero noi che si fa medicina ci facciamo delle pare assurde.”

L'obiettivo sarebbe parlare di musica come Anthony Bourdain fa col cibo.

Non è tutto Gordon Ramsay.

Se guardate rai5 spesso avrete visto anche sia in Viaggio di un cuoco che in No Reservation il sig. Anthony Bourdain, uno che è passato da essere Executive chef a scrittore tutto senza grandi salti. Un giorno, proprio in questo programma che la sua voce su wikipedia descrive come “Nella serie lo vediamo protagonista di viaggi in tutto il mondo, alle prese con la cucina locale, i costumi, la cultura del luogo, commentati e descritti in modo intelligente, accurato ed ironico.” , ha detto una cosa che mi ha lasciato un po’ così, tra il ticapiscofratello e il vaffanculo.

[uno che in una puntata ha mangiato il cuore ancora pulsante di serpente, eh]

Era una cosa tipo che arrivato a questo punto lui non saprebbe far altro nella vita, rispetto a quello che sta facendo, anche se non sa bene cosa sia ma è qualcosa legato col far televisione come vuole lui.

Ci ho pensato e anche a me piacerebbe parlare di musica come cazzo mi pare a me. Senza essere “ufficiali” e con il linguaggio menoso ma un po’ più documentaristico. Non so dove nasca il gusto del documentario e il gusto di far vedere le cose come le vedono i miei occhi. Io ci provo a fare così, ma penso non vada di moda. E quindi? Non ho la fortuna del cuoco. Ma ho un blog e continuerò a farlo qui (dannato danaro)

"Puttantour a Budapest (e altre 99 cose da fare come contorno)"

Ieri sera si parlava (con Davide, demiurgo del titolo) di come ora vadano molto gli istant book, e di come è possibile attirare sparuti lettori con l’arte dell’esca per titoli geniali e mi è stato proposto questo.

Naturalmente qualora avesse successo nelle ricerche gugol potrei anche farlo. Basti vedere i 260 che ogni giorno arrivano qui cercando il numero delle lauree di uno che partecipa all’isola dei famosi (lì poi il post parla di tutt’altro)

[ho tipo delle cose fatte anni fa di diari di viaggio scritte piccine sui ricettari bianchi da medico. Quando non c’erano ancora i blog e cose del genere, pensa te]

Cose che ciclicamente si ripropongono come il peperone o l'aglio, non so.

E’ che ho visto un live e ho visto tanta gente stazionare davanti al live. Una cosa strana perché questi ragazzini a suonare, i Polarsets, sono stati davvero bravi, ma il pubblico parmigiano era lì, reattivo come me alle sei di mattina. Quasi per nulla. E mi ha messo un po’ tristezza, perché ho purtroppo ‘sta cosa dell’empatia e funge anche con le grandi folle.

Poi ho pensato a “momenti veramente tristi della mia vita” collegati alla musica e ho googlato i maestri di musica delle termedichianciano.

[e poi ne avevo scritto, quindi mi sono autogooglata. Si diventa ciechi?]

E vi rendo partecipi: del tipo che del pluricampione mondiale di fisarmonica Ermes Losi c’è una pagina tributo a lui, allievo di Gorni Kramer (che ne sapete voi giovani indies della musica anzyana) con inquietanti foto dei primi anni 90 tra cui questa.

Faccio presente che il maestro è venuto a mancare.

Poi dell’altro maestro, quello che inventò le hit “Un bicchiere d’acquasanta/che ho bevuto insieme a te” e “Vieni, vieni, vieni a Chianciano/ i nostri cuori sono tutti in libertà”, ho trovato solo un profilo facebook (fake? boh) in cui sono presenti bellissime però -se sue- intenzioni di vita, tra cui:

sono un pianista di grande professionalità ed molta esperienza internazionale ,ora sono in semi attività, suono come piano bar e dove mi piace, mi faccio un po pregare….?!mi piace la donna matura ed interessante così tanto per non perdere il vizio………………ma non
sono un fanatico del sesso.

Tanto per non perdere il vizio.

[Cristo, ora capite perché son così?]