Groupismi (in realtà io non vi ho detto nulla, ma ecco)

In realtà neppure lo so se posso dirlo. Una di voi nei commenti mi ha detto che passa Jimmy Gnecco in Italia a Novembre. Beh, l'aveva detto anche alla tipa ammerrigana con cui sono in contatto. Ma sapevo che qualcosa bolliva in pentola visto che Bright Antenna mi mandava gli emoticons e tanto ammore via twitter.
Eh.
Ormai mi han preso anche loro come caso umano.

In mail l'altro giorno, chiamandolo Gnacco, il promoter italiano mi ha detto che il 22 a RadioPopolare, ingresso su prenotazione, c'è un suo live acustico.
Il promoter che mi aveva detto: "ma tu come lo conosci?"
Io ci risposi: beh, usa google in italiano e guarda chi ha scritto di Gnecco. Temo che l'80% sia roba mia.

Forse mi ha preso anche lui per persona particolare, ma chi non lo è.

Io non vi ho detto nulla, ma infatti ve l'ho scritto.

Ci vediamo lì? Io se posso chiedergli pure una canzone delle vecchie e lui me la fa cioè, mi trovate tipo Spank con gli occhioni a cuore e io che non capisco più una mazza. Ma vi giuro, che mentre lo intervisto sarò molto professionale. Ma sicuramente ci saranno due foto con lui in cui il mio sorriso sarà molto ampio e molto naturale. Eh.

Se volete poi vi faccio un riassunto, ma credo che un paio di cento nuovi adepti al culto li ho fatti tramite questo blog. Ed ecco, ehm.
Emoooziooone.

[in caso ci vediamo domani a sculettare con Goldfrapp ai Magazzini Generali, e ci accordiamo lì. Io sono quella rossa con la faccia da rincoglionita, è semplice capire]

Il blocco della persona che ha un blog di una radio che lo manda avanti a spintoni con spingitori che poi è lei a spingere.

Ho chiesto due interviste. E coincidentalmente le ho anche ottenute: assieme a una terza che farò le settimane prossime, assieme agli sbobinamenti del Frequency con cui ci faremo l’Ottobre domani partono da casa mia, con milleequattrocentodubbi su "dicci qualcosa di intelligente", due interviste scritte a Interpol e Jimmy Gnecco. Una cosa che mi fa pensare di essere una mezzasegaogni 5 secondi.
Mi cago sotto, ecco.

Oggi nel pomeriggio esce un altro post su Grazia Magazine, Losini gratias. Mi pagano? No. Perché lo fai? Perché è un taglio diverso. Non è come qui in questa paginetta dove racconto la musica come se la raccontassi a mia mamma o alla mia amica che ascolta solovasco. Non è come Radionation dove si tenta l’asetticità tecnica. E’ una roba diversa, è come se tu dovessi parlare in pubblico della cosa che ti piace a persone che non ti conoscono. E a me sembra sempre di dover imparare, quindi mi sa una roba bella. Si parla sempre di Peter Gabriel, nelle settimane prossime non so cosa si dice, dipende molto anche dalle mani che mi danno i promoter, non posso parlare di alcune cose non avendo contatto con artisti che seguo da tantissimo, e lì ci si deve aiutare a ottenere risposte. Oh, i vostri colleghi austriaci l’han fatto, bene. Ecco.
Poi se qualcuno mi pagasse per scrivere in Italia mica mi offendo. Tipo io l’ho chiesto alla gazzettadiparma, ma non mi hanno risposto e mandano invece il solito recensore in giro che si sofferma molto sulle mutande della Zilli o sul completo di Pitergabriel. Oh, quasi è più adatto di me per una rivista di moda.

Poi. A me il fatto che gente rosichi ché ha vinto Radionation fa piacere e sorpassa il fastidio di quando la stessa gente si scorda che la stessa è un gruppo di persone che fa qualcosa che gli piace molto.
Del premio invece interessa il giusto per fare bisboccia cogli amichetti. La valenza che ha è inesistente. Cambia nulla? Cambia un cazzo. Per me almeno.

Infine c’è una cosa che mi da molto fastidio, per quanto riguarda la musica su internet. Mi hanno chiesto in un’intervista a Riva se ‘sta cosa di internet e il diritto d’autore va cambiata. Secondo me sì. A volte ci sono casi in cui magazine copincollano notizie da una lingua straniera pedissequamente, e invece ci sono altri che se la vanno a prendere con un blog come Indieitalia. Un blog che metteva su gli zip di album fuori catalogo o di alcune band misconosciute in Italia. Un blog che a me mancherà, e anche qui si ringrazia Burro per tutto lo sbattimento in questi due anni, e spero che i suoi guai legali non siano così pesanti. Però cazzo, che legislazione di merda. Poi c’è gente che come me valuta prima i cd poi ne compra a pacchi (a play.com hanno i miei reni in garanzia, diggià), non è che siamo bimbominchia che pensano di frodare le major e basta, dai.
Poi magari c’è gente che si fotte anche le fondamenta e a quelli non gli diciamo nulla. Fanculo.

Red rain is pouring down.

Peter Gabriel live in Arena di Verona
Sono andata a sentire Peter Gabriel. Se volete una recensione più tecnica c'è al solito su Radionation, che è quel blog dove vinco premi. Qui invece scrivo cose senza l'ordine della ragione. E posso dirvi che ascoltando il ciddì ultimo di Gabriel mi si era presa malissimo, soprattutto ascoltando le cover degli Arcade Fire e dei Radiohead. E vi dico che lo avevo in ehm… copia di valutazione? Sì, quella e che dopo il primo ascolto è andato nel cestino.
Invece dal vivo è digeribile. Pesante ma digeribile. Tolta quella cover di Street Spirit che proprio non ce la faccio. Non so, credo che sarebbe come sentire Bliss dei Muse ricantata da Albano Carrisi. Proprio sai quelle cose che ti impalano lì? Ecco.

Poi ti regala Wallflower, poi arriva a suonare una seconda parte figa e tu sculetti da seduta su Red Rain. Con quell'orchestra della madonna lì. Lui mezzo svociato e con le corde vocali a mezzo servizio. Tu che ormai da dopo la premiazione dei macchiacosi blog auards non sentirai mai più freddo.
Bello, però più fumenti (o suffumigi) per tutti, ché oggi sto sputando un bronco.

If i can cry I can crawl, and start all over again.

Ci sono le cose che le fanno uscire e sembra che siano fatte apposta per te. Non ti pare vero, anche perché hai un groupismo acuto. Del tipo che dieci anni fa (quando ci ho detto "cazzo, ci conosciamo da così tanto tempo?" "essì, si è preso un colpo anche a me", e se penso che la nostra prima mail era di fantacalcio e il suo subject fu "Attaccanti? Prova il Bostik" non so se ridere o pensare che quella poteva essere un'avvisaglia) uno dei miei più cari amici mi fece conoscere la Trans Siberian Orchestra, i The Verve Pipe, e tanti altri tra cui gli Ours. Ossia, io sono dieci anni che ascolto gli Ours, prima passivamente, poi molto attivamente passando quei periodi che non sei orgoglioso ma ti scappa un "minchiacioè, ma ci sto proprio dentro, proprio parla a me".
Poi c'è il disco di adesso, quello di Jimmy Gnecco, The Heart. Ora io qui vi ho parlato tantissimo di Jimmy, solo meno che di Bellamy. E' che Bellamy lo si considera il ciuaua gnucco di casa che fa cagate ma a cui gli si vuole tanto tanto bene anche se scimunito, Gnecco invece siamo per l'ammirazione sconfinata che non varca l'idolatria.
Ora io vi parlerò sia di lui che dell'album altrove, ma prendetelo che è bello assai. Poi il fatto che magari voi siete o in Francia o in Svizzera e mi leggete (e lo so) sappiate che lui farà da opening act per gli A-ha. Che han fatto un disco gradevole. E quindi potreste vederlo. E fareste rosicare me. Cose così.
Dovrei fare anche un tag con scritto "gnecchismo". Uhm.
Capita comunque che tu ti ascolti tutta la presentazione del cd e rimani un po' così, dimmerda, sentendo che lui voleva da piccino fare il medico per aiutare la gente. Che è, ci attiriamo tra simili? Cosa è, hanno fatto la sceneggiatura apposta per farmelo adorare ancora di più?
(secondo alcuni sì)

[c'è già gente addestrata all'uopo affinché io non gli chieda di sposarmi]

Muse ed MTV Exit.

Muse and MTV EXIT: MK Ultra from MTV EXIT on Vimeo.

MTV EXIT e Muse, in collaborazione con USAID, pubblicano un video musicale che evidenzia drammaticamente i pericoli e l'impatto del traffico di esseri umani.

MK Ultra dell'album The Resistance è già il terzo video di una serie di collaborazioni musicali iniziati nel 2008 con Radiohead per il loro brano All I Need, ed è stata seguito con The Killers nel 2009 con un video di David Slade (Twilight: Eclipse) per la canzone Goodnight, Travel Well.

Il video era già stato anticipato in alcuni frame sia nella doppia data di Wembley che negli schermi del Frequency, durante proprio l'esecuzione del brano.

Il titolo della canzone è derivato dal progetto MK-ULTRA, il nome in codice per un progetto della CIA che ha cercato di usare la droga ai fini del controllo della mente e gli interrogatori. Un'immagine di alcuni documenti declassificati MK-ULTRA appare nel libretto di Black Holes and Revelations

Carlos Denger è uscito dal gruppo.


In realtà questo post è un po' l'emblema del blog: volevo farlo dacché mi garba un casino il titolo.
[lo so, c'è autocompiacimento, ma lo riscrivo qui oltre che nei social network così mi prendo gli allori de 'sta stronzata. Gli è un po' come il titolo qua sopra, che magari la gente lo ricorda perché è buffo. Così]

Il problema di parlare dei dischi delle band che ti piacciono è un grosso problema. Il Bravo Recensore dovrebbe evitare di parlare dei propri beniamini, io ad esempio faccio molta fatica a terminare la recensione dell'album di Jimmy Gnecco su Radionation. Sto cercando di sbollire entusiasmi bambineschi. Ce la farò.
Di solito per recensire le band che mi piacciono vado prima di pancia per la sensazione generale e poi vado di ascolti successivi (che rispetto alle altre volte devono essere dalla 18 alle 22 volte per traccia) per captare cosa hanno tecnicamente fatto. La vivisezione in pratica.

*Fangirlism: gli Interpol mi piacciono. Io Paul Banks non me lo farei, è caruccio ma non mi ispira. Ma siamo nati lo stesso giorno, per quello ho simpatia. Ho cinque anni meno di lui però. Però ho simpatia. Si sa che quello per qui se devo far commenti da osteria li farei su Daniel Kessler, ma con compitezza.*

Dunque, facciamo una prima frase riassuntiva dove vi dico se vale ascoltare il disco? Siete vecchi fan? se lo siete rimarrete un po' così e vi sembrerà al primo ascolto un disco raccapezzato alla meno peggio come se fossero i compiti delle vacanze fatti 3 giorni prima dell'inizio della scuola. Siete nuovi fan e non avete il poster di Curtis, Ian in camera? Vi piacerà, specialmente Barricade vi entrerà nei neuroni fino a farveli piallare e a farvela canticchiare sculettando.

Il problema è principalmente quello della foto: ridono. Cioè, noi non si era abituati a tutto ciò. Eravamo abituati a loro che salivano sul palco, allegri come se i loro gatti fossero stati messi al forno, che si accendevano la sigarettina e facevano i fighi sul palco così, statici. Poi in Julian Plenti abbiamo sopportato le camice country e lui timidone-sorrisone. Dici, ok, è un alterego, morta lì. No, ora sorridono. Piacioneggiano. Mioddio, cioè, capisci? Cosa è questa cosa? Ecco.
[I fan di lunga data sono sempre una rottura di coglioni, diciamocelo. Ah, sì, il loro disco preferito mio è Antics. Sì, ma il primo è tecnicamente migliore.]

Poi ci han fatto uscire Lights. Che era bella cupa giù pesante. Ci han fatto sperare bene. Bene? Oh, non che l'album sia male, solo che è boh. Cioè, dopo un mese e copie migliori (quelle che circolavano non avevano un cazzo di bassi da sentirsi, ok, "that's why we buy cd's", però ecco, per farsi un'idea ce ne è voluta) l'impressione è quella: suoni migliori del cd precedente, canzoni fedeli alla linea Interpol ma senza nulla di nuovo. Un disco svogliato, pur rimanendo bellino. Non so quanto ci abbia messo mano Carlos D. e quanto ha pesato sulla lavorazione (è monco di qualcosa? sarebbe bello saperlo, non ho ancora sentito l'intervista che hanno fatto ieri con Zane Lowe), però visto anche il cambio di lineup 'sto disco doveva uscire, e quindi teniamocelo come è. Mica è brutto.

[e ora vado a fare del pogo da scrivania su Barricade, scusate]

Dobbiamo dire un sacco di roba di musica ma la diremo a punti ché non ci s'ha tempo.

  1. Lo so, ve lo aspettate. Le madonne. Una mia amichetta è stata il 10 a Wembley a vedere i Muse. La scaletta comprendeva cose tipo Neutron stars pucciness, Soldierspoem, Respond à ma tendresse e cose simili. Ora, ok che vi vogliamo bene, ok che è Wembley ma con che cazzo di faccia il giorno dopo mi fai Bliss, Ruled by Secrecy (piango) e Citizen Erased (ho finito i fazzoletti)? Cioè, bah, e dire che l'11 era la data aggiuntiva. Care amiche in Matthew Bellamy, prendiamo a cuore un nuovo corollario: Matt e soci danno anche la coratella in finale di tour, quindi se dobbiamo scegliere una data e una delle due è finale di tour scegliamo la due. Checcazzo, però.
  2. Poi è stata anche la votla che in Albione hanno premiato quello che secondo loro era il disco albionico dell'anno. Spiego, c'è questo premio che si chiama Mercury Prize, e non ti danno solo la targa ma siccome sponsor è una banca ti danno anche del danaro. I candidati di quest'anno erano questi. Hanno vinto gli The XX. Applaudiamo senza spellarci le mani (cit.) e leggiamo le polemichette. Sono bravini, ma bravini più su disco (spunti geniali) che live. Mancano di presenza forte scenica. Come avrei votato io? Foals (album splendido, recuperatelo se non lo avete fatto: total life forever. Figata cosmica), Wild Beast (two dancers, album buono, con spunti notevoli) e parimerito al terzo per due motivi diversi i Mumford (beh, genere dell'anno, loro sono i capiscuola del rinnovato folk. Album bellino a metà però) e i Biffy Clyro (hanno svoltato! e l'album suona bene assai, completamente. Ma non ti da qualcosa di nuovo). Se andate però al primo link potete sentire una canzone di ogni cd, e farvi un'idea vostra per poi approfondirla. Gli XX sarebbero stati i miei 5 preferiti (sì, prima di loro c'era anche qualcunaltro: gli I am kloot)
  3. Stasera dovrei fare Radiosglaps. Non ho avuto modo e tempo di mettere su una puntata Frequency ma sul tumblr c'è quella che ho fatto per Radio Popolare. Comunque se ne parlerà euguale.
  4. Se volete ascoltare due cd in questo periodo: Blonde Redhead – Penny Sparkle e Wallis Bird – New Boots

We will be victorious.

Care amiche, cari amici in Matthew Bellamy (…), smettiamola coi pettegolezzi da parrucchiere e diamoci al vagheggiamento dei bei tempi andati. D'esempio, i piccirilli che vedete accanto chi sono? ecchissono? Matt Bellamy, Tom Kirk e Dom Howard. Compagnucci di scuola, chebbellini, piccolini.

[oh, checcazzi, sembrano passati 4 anni e invece ne saran passati venti, maiala cane. Cazzo ci hanno nel codice genetico, il plasmon?]

L'ottima notizia è che il nostro caro Matt ha detto che dopo aver girato mille stadi, un po' tanto quanto un giocatore di pallone, magari tirerà giù dei pezzi più intimisti, ma non pucci-pucci perché è tutta una cosa nata dall'autoanalisi dovuta all'ultimo anno che a livello personale è andato a troie. "I sense that that's going to lead to a writing project that will be more personal, rather than talking about grand political concerns. That itself might lead to material that's more suitable for smaller venues."
Secondo me è una presa per il culo come quando aspettavamo là tipo cani di Pavlov "uddiu, ora ci fa tutta Exogenesis con l'orchestra al tour negli stadi". Sì, come no. Ok, io mi faccio già l'immagine mentale di lui vestito come un babbo natale rampicante per evitare delusioni e così sto meglio.

[Un saluto agli amici e a quelli di United states of porchetta che saranno a Wembley: se fanno sia Butterflies and Hurricanes che Citizen Erased come a Manchester sappiate che quello che vedete non è il Tamigi, è solo la mia bile, maialacane. Però per consolarmi potete votare qui. Ahaha. Ah. No, non mi consolo, rosico.]

“I really believe in our music, and in the meaning behind what we’re doing. And because of certain things we’re talking about in certain songs, mainstream media doesn’t necessarily want us to be popular. So we have to take on alternative methods of getting our music out there, which sometimes could appear to be questionable.

But if I was a teenager, I’d MUCH rather be listening to the music we make than the cheap pop stuff that’s out there.

There seems to be a vast amount of music that doesn’t seem to have any message or any meaning or any kind of intention to do anything.”

– Matt Bellamy (News of The World, July 2010)
 

Ecco, rifacendoci a questa cosa sopra la settimana scorsa ho recuperato roba del 1997. Non è il famoso demo Newton Abbot, ma vennero registrati assieme, visto che uno era andato semismarrito. C'erano alcune canzoni quindi registrate in studio e alcune al Soundwave Festival di Plymouth. Io vi regalo Showbiz dalla prima cosa e Spiral Static dalla seconda.

Muse: Showbiz, demo Agosto 97, mp3
Muse: Spiral Static, Plymouth Hoe(Soundwave Festival), mp3

[P.s. Ora c'è che sto sbobinando alla jackbauerin24 ore su ore del Frequency Festival su Radionation. Facciamo che se volete la seguite con questo tag. Ho iniziato solo oggi, finirò a fine mese]

Even though we can't afford,The sky is over

Serj Tankian live at Estragon, Bologna
Serj Tankian non è bello, non è figo, è eccessivamente intelligente e bravo. E' quel connubio tra musica dell'est, dell'estremo est, e il rock. E' una di quelle persone che tu quando avevi 17-18 anni faceva quella musica che tu ascoltavi e zompavi anche se eri nella cucina e nessuno pensava che te saltavi ascoltando i System of a Down, con la tua faccia da dolce ragazzina perbene.
Poi c'è questo 2010, dopo il 2001, in cui te in tre giorni prima vedi i Muse, cui consumasti l'album nel 2001, e poi lui suonare di bianco vestito in mezzo ai prati austriaci dopo che l'hai perso con l'orchestra suonare agli Arcimboldi. Sei lì contenta a muovere la testa e guardare nelle prime file quelli che fanno crowdsurfing.
Poi ripassa a Bologna. Ti superi tutta la festa dell'unità del parco Nord di corsa per andarlo a sentire sperando che la zona dove è la tua macchina non sia zona di multa. E ti da tanto, ti da tutto il primo album solista, ti fa parte del secondo. E nel secondo, almeno per quello che ha suonato, ci sono tracce che spaccano. E poi lui è una bella persona, e ti parla da bella persona.
E a Sankt Polten usava l'italiano come a Bologna. Serj Tankian è diventato un po' uno di noi, e per stavolta l'acquisizione c'è andata da dio. Poi quello che farà in futuro non so, ma a quest'uomo, quando canta, appartiene il mio stomaco. La sua voce è così a tratti angosciante e liberatoria che neppure una euchessina fa tutto ciò . Ma il mio stomaco è fratturato e frastagliato dalle emozioni che convoca la sua voce. E meno male. E ne son felice.

Un po' meno a rifarmi un km a piedi dopo il concerto verso la macchina, con i polpacci a pezzi rea di aver saltato come una gggiovane.